18 Dicembre 2012

Treni partiti bene e arrivati male

Treni partiti bene e arrivati male

 

 

Lorenzo Perego I pendolari ieri mattina hanno incrociato le dita dopo la settimana di passione che hanno vissuto, sperando che qualche problema al software GoalRail fosse stato risolto. E l’ avvio di giornata non prometteva così male, tanto che Trenord annunciava ufficialmente dal sito che tutti i treni erano partiti. Anche la consueta comunicazione delle 10 parlava di un 97% di treni circolanti, in tutto 764, con circa il 70% arrivato puntuale o con un ritardo contenuto entro i 7 minuti. Ma come ormai è consuetudine, i problemi sono arrivati nel corso della giornata, quando cambiano i turni, ed è cominciato il bollettino di guerra: 8, 11, 31 minuti, un po’ su tutte le linee lecchesi. Poi verso la pausa pranzo ecco altri problemi, con i 38 minuti del 10767 sulla Bergamo-Milano, linea che poi ha visto ben 2 treni cancellati, i convogli 10771 e 10784. Un altro bollettino di guerra Ancora peggio sulla principale linea del Lecchese, la Lecco-Milano, dove ben due treni sono stati cancellati, il 10570 ed il 10577, con un annuncio beffardo arrivato sui tabelloni: «I passeggeri possono salire sul treno 10572». In pratica hanno aspettato quello successivo, come se già non lo sapessero di loro. La linea è stata bersagliata da altri disguidi, con treni in ritardo di tre quarti d’ ora, come il 10565 ed il 10558, ma pochi si sono salvati, anche altri convogli hanno accumulati ritardi di quindici, venti, trentasei minuti. Un altro bollettino di guerra, e si parla di ritorno al vecchio software tanto da far dire al Codacons che «se fosse vero dopo aver messo in funzione un software per la gestione dei turni del personale senza nemmeno averlo sperimentato e collaudato, ha aspettato fino ad oggi per ripristinare il vecchio e testato sistema informatico. Una decisione che, invece, avrebbe dovuto essere presa immediatamente, un ritardo di ben una settimana, che aumenta le gravi colpe, e conseguentemente l’ ammontare dei risarcimenti, di Trenord». Orizzonte ancora grigio Ma all’ orizzonte si profilano problemi ancora più grossi, perché a fronte di aumenti già fatti, potrebbero arrivare riduzioni pesanti del servizio, come già avvenuto in Piemonte, dove è stato tagliato il 24% delle linee ferroviarie da un giorno all’ altro. «Già prima che avvenisse questa debacle di Trenord, durante l’ ultima riunione di Regione, ci avevano detto che da Roma (Ministero delle Finanze) c’ erano forti pressioni affinché anche la Lombardia tagliasse, indipendentemente da ogni considerazione di efficienza e costi-benefici – dice il portavoce dei pendolari meratesi Guido Raos – questo tipo di pressioni potrebbe facilmente aumentare, in questo momento. Sarebbe una beffa inaccettabile, se il risultato fosse comunque un taglio indiscriminato. Vigileremo anche su questo, assieme agli altri comitati». Comitati in cerca di risarcimenti Il comitato del Meratese sta cercando, assieme agli altri comitati, di ottenere i risarcimenti in termini di bonus, sconti sugli abbonamenti. Ma anche investimenti per le infrastrutture e tabelloni informativi nelle stazioni.

 

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