14 Dicembre 2002

Treni, nuovo aumento. Ma i pendolari sono salvi

Le Fs annunciano un rincaro del 3,5 – 4%: riguarderà i biglietti singoli, non gli abbonamenti regionali
Stavolta i pendolari l`hanno scampata. Almeno per ora. Ieri l`amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Giancarlo Cimoli, ha annunciato un imminente aumento delle tariffe ferroviarie: una stangatina compresa tra il 3,5 e il 4 per cento. Imminente davvero, al punto che il rincaro potrebbe essere realtà tra la fine di dicembre e l`inizio di gennaio.
Cimoli si è giustificato: le tariffe italiane – 4,7 centesimi di euro per chilometro – sono le più basse d`Europa, a fronte di una media di 7,2. «L`adeguamento alla media – ha assicurato – sarà graduale per non penalizzare l`utenza».
Tra i pendolari si è immediatamente diffuso il panico. Proprio loro, che ancora non hanno digerito la stangata del 20 per cento assestata in aprile dalla Regione, già vedevano comparire all`orizzonte un nuovo «regalo», stavolta firmato dall`accoppiata Ferrovie-Governo. Ma non sarà così. «Le tariffe degli abbonamenti mensili e annuali delle tratte locali – hanno spiegato ieri pomeriggio dalla Ferrovie di Milano – sono di competenza esclusiva della Regione, per cui resteranno invariate. L`aumento annunciato da Cimoli riguarda invece tutti i biglietti singoli, locali, regionali, extraregionali e nazionali, oltre che gli abbonamenti extraregionali».
E su quest`ultimo fronte i pendolari bergamaschi possono ringraziare la posizione geografica «centrale» della nostra provincia. Sono pochi, infatti, i viaggiatori che ogni giorno varcano i confini della Regione. Diversamente va ai bresciani (molti lavorano nel veronese) o, per esempio, ai pendolari di Novara, che in gran numero raggiungono Milano. Cambiando regione, si beccheranno gli aumenti tra capo e collo.
L`annuncio di Cimoli non è passato inosservato, tanto che l`Intesa dei consumatori, la sigla che raggruppa Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc è subito passata all`attacco, spiegando che «non può esserci nessun aumento se non migliora il servizio».
Proprio in questa direzione ieri le Fs hanno annunciato una serie di investimenti, da 25 miliardi di euro entro il 2005. Ecco i capitoli principali.

RETE FERRATA Sulla rete entreranno in esercizio 440 chilometri di nuove linee, saranno realizzati 70 chilometri di gallerie, 40 nuove fermate, soppressi 750 passaggi a livello.

TRENI Entro il 2005 verranno acquistati 12 nuovi Pendolino, 78 carrozze e 60 nuove locomotive per Eurostar. Verranno ristrutturati i treni Intercity e si provvederà al restyling dei treni notte. A ogni Etr verrà aggiunta una carrozza. Tutti treni regionali avranno l`aria condizionata. Trenitalia acquisterà 100 locomotive, 125 treni Minuetto, 46 treni ad alta frequentazione.

STAZIONI Prosegue «con pieno slancio» la ristrutturazione e il rinnovamento delle maggiori stazioni ferroviarie. Grandi Stazioni, società del gruppo Fs che gestisce gli spazi delle 13 più importanti stazioni e Rfi (rete ferroviaria italiana) investiranno a partire dal 2003 circa 700 milioni di euro. La società Centostazioni ha in programma lavori per 200 milioni di euro. A Bergamo l`intervento è però slittato tra il 2005 e il 2007.

CAPISTAZIONE ADDIO Vanno in pensione i vecchi capistazione, con l`entrata in campo dei nuovi sistemi di controllo elettronico. Entro il 2005 saranno attivate 45 postazioni computerizzate che comanderanno gli itinerari dei treni nelle stazioni. Il sistema è già operativo a Roma Termini, Mantova e Aversa. L`investimento previsto è di circa un miliardo di euro. Prime in Europa, le Fs metteranno in campo Archimede, treno in grado di rilevare a 200 all`ora le anomalie sulla rete.
Tutto entro il 2005. Per cominciare bene, arriva la stangatina. Puntualissima.

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