9 Febbraio 2006

Treni, nuova guerra di carte bollate

Treni, nuova guerra di carte bollate
L`assessore Chisso scrive a Trenitalia

Il rapporto di Trenitalia sui disagi di lunedì, quando i pendolari hanno occupato i binari a Mogliano perché il treno che dovevano prendere era stracolmo, è sul tavolo dell` assessore regionale ai Trasporti Renato Chisso. Che annuncia, nel giro di alcuni giorni, novità sul fronte del trasporto pubblico. “La Regione continua a incalzare Trenitalia – spiega Chisso – e in questo senso la leva delle multe (come quella da 639mila euro comminata lo scorso anno dal Veneto per i ritardi e i disservizi subiti, ndr) rimane valida. Già lunedì ho scritto all`azienda, che martedì ha risposto alle nostre richieste. Ora attendiamo“. Certo, fa capire Chisso, non è facile rimediare in breve tempo alle croniche difficoltà in cui si trova a operare l`azienda, che deve rispettare il contratto di servizio con la Regione Veneto con problemi di materiale rotabile, di personale viaggiante e addetti alla manutenzione, oltre che con gli imprevisti di un inverno rigido come non si vedeva da anni. L`imminente assunzione di 80 addetti – macchinisti, personale di bordo e addetti alle pulizie – dovrebbe migliorare in prospettiva la situazione.Nel frattempo, a parlare sono le carte bollate. La Lista consumatori di Veneto e Friuli VeneziaGiulia ha annunciato ieri un esposto alla Procura della Repubblica di Venezia e Trieste contro Trenitalia, nel quale si ipotizza il reato di interruzione di pubblico servizio, con la richiesta di un risarcimento diretto che non riguardi soltanto i ritardi superiori a 30 minuti ma tutti i tipi di disservizio, dalla soppressione delle corse alla sporcizia a bordo delle carrozze. Con la minaccia di ricorrere a forme di disobbedienza civile, dallo sciopero degli abbonamenti all`autoriduzione dei biglietti, nelle forme già ipotizzate al Gazzettino dai legali del Codacons. In alternativa (e in mancanza nel nostro ordinamento giuridico di un istituto come la class action, ovvero un`azione collettiva a tutela dei diritti individuali), resta sempre la possibilità di ricorrere al giudice di pace per chiedere il rimborso delle spese e il danno morale patito a causa dei disservizi ferroviari.Ma anche Trenitalia potrebbe agire nei confronti dei pendolari di Mogliano che lunedì hanno bloccato i binari. Alla Procura della Repubblica di Treviso, però, non risulta depositato alcun atto in proposito, mentre si attende l`invio del rapporto dei carabinieri intervenuti sul posto per valutare la possibilità di aprire un`inchiesta sull`accaduto. Su questo punto interviene il consigliere regionale dei Comunisti italiani Nicola Atalmi: “Che Trenitalia – scrive in una nota – abbia il coraggio di minacciare i pendolari, che hanno giustamente protestato contro le continue vergognose condizioni di “servizio“ offerte, con una denuncia per interruzione di pubblico servizio è addirittura vergognoso se non fosse ridicolo“. Per Atalmi “gli unici che andrebbero denunciati per interruzione di pubblico servizio sono proprio i dirigenti di Trenitalia e l`assessore regionale Renato Chisso, che brilla per la sua assoluta impotenza in merito“.

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