11 Marzo 2008

Treni: la rete che non c’è

Treni: la rete che non c’è


REGIONE. L’offerta esigua di
linee ferroviarie suburbane
in esercizio è l’ultima
tegola che cade
sul trasporto ferroviario
laziale.
Intorno alla
Capitale le “strade
ferrate”
disponibili sarebbero
lunghe solo
188 chilometri
(secondo il Censis): una
cifra che cozza contro i
3.000 di Berlino, i 1.500 chilometri
che gravitano
intorno a Francoforte e i
1.400 di Parigi. «Pochi e
spesso anche ridimensionati
– spiega a Metro Giorgio
Pacetti, storico ex presidente
della Consulta Pendolari
– penso infatti alla
linea Laziali-Fiuggi,
nata nel 1925 e
molto comoda
per i pendolari:
è stata soppressa,
smantellata,
e oggi al suo
posto c’è una
pista ciclabile».
Né va meglio con le
condizioni dei mezzi.
«Qui vale la regola delle
tre “P”- continua Pacetti –
che stanno per pulizia,
puntualità e posti a sedere:
passano gli anni ma non
cambia mai nulla». In questo
senso, secondo il Codacons,
la palma del treno
più disastrato va al Roma-
Viterbo, che parte da piazzale
Flaminio: «spesso le
corse sono soppresse e la
comunicazione arriva solo
all’ultimo – fa sapere il
Codacons – inoltre i mezzi
messi a disposizione sono
vecchi e sempre sovraffollati
».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this