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14 Dicembre 2002

Treni, in arrivo aumenti fino al 4%

Ferrovie dello Stato. Il presidente Cimoli annuncia nuove tariffe tra fine dicembre e gennaio

Treni, in arrivo aumenti fino al 4%

Corrono gli investimenti: 25 mila milioni entro il 2005

ROMA. I biglietti dei treni stanno per aumentare di prezzo: dal 3,5 al 4% in più. L`adeguamento è previsto tra fine dicembre e inizio gennaio. Lo ha detto il presidente e amministratore delegato delle Fs Giancarlo Cimoli. «Il ministero del Tesoro ha preparato una nuova formula, completamente rivista», ha detto. L`ultimo adeguamento delle tariffe Fs risale a gennaio 2000, con un successivo aggiustamento a metà anno. A dicembre 2001 il Tesoro invitò a sospendere l`adeguamento medio del 4,15%.
Un adeguamento peraltro previsto da gennaio 2002 a causa della concomitanza con il change over lira-euro. «Siamo rimasti piatti sui ricavi, a parità di passeggeri», ha detto ancora Cimoli, dunque tale adeguamento è “fondamentale“. Fonti del governo però fanno sapere che l`esame formale della riforma della struttura tariffaria delle Fs, non è ancora completata e dunque difficilmente partirà entro fine anno. Il riordino delle tariffe ferroviarie, d`intesa con il ministero vigilante (Infrastrutture), dovrà comunque tenere conto di tre fattori indispensabili, quali inflazione programmata, livello di produttività e qualità del servizio. Escluso invece che la percentuale dell`adeguamento possa sommare il mancato incremento medio del 4,15% del 2002 alla quota di incremento per il 2003.
No ai rincari Fs, dice l`Intesa dei consumatori: in una nota le 4 associazioni aderenti (Codacons, Adusbef, Federconsumatori e Adoc) «si oppongono con fermezza agli annunciati aumenti delle tariffe ferroviarie nella misura del 3,5-4%» e chiedono «una rigida applicazione del principio del price cap, principio che lega appunto la concessione di aumenti a miglioramenti qualitativi dei servizi offerti».
I treni italiani hanno le tariffe più basse d` Europa, replica Cimoli. Il costo dei biglietti delle Fs (4,5 centesimi di euro per chilometro) è anche al di sotto della media europea, pari a 7,2 centesimi/chilometro. Le ferrovie più care sono quelle tedesche (9,1 centesimi), seguono nella classifica le Sncf francesi (8,0); le mitiche ferrovie svizzere costano 6,3. «Se le nostre tariffe venissero allineate alla media europea – ha detto Cimoli – potremmo 800 milioni euro in più sui ricavi. Non è poco».
Intanto Cimoli annuncia 25mila milioni di euro di investimenti entro il 2005, riversati su una rete più moderna, Alta Velocità, treni e stazioni più nuovi e confortevoli, controlli tecnologici. Il piano delle Ferrovie ha prodotto nel 2002 investimenti per 5.400 milioni, che diventeranno 7.000 il prossimo anno e puntano a quota 9.900 milioni nel 2005. Dal `96 al 2005 le Fs sommano una spesa pari a 50.000 milioni di euro ma il piano d`impresa delle Fs prevede nel complesso interventi per 135.700 milioni di euro, di cui 123.400 per le infrastrutture. Vagonate di euro che cambiano la faccia delle stazioni, aumenta l`occupazione, manda in pensione i vecchi capistazione con l`entrata in campo dei controllori elettronici: postazioni centralizzate ad alta tecnologia per il monitoraggio del traffico e dei movimenti. Dal 2003 al 2005 le risorse investite aumenteranno al ritmo di oltre 20% l`anno, a fronte di una crescita media annua degli investimenti complessivi in Italia del 6% tra il `95 e il 2001.

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