27 Novembre 2013

Treni freddi e pioggia nei vagoni: sui social la rabbia dei pendolari “surgelati”

Treni freddi e pioggia nei vagoni: sui social la rabbia dei pendolari “surgelati”
Fa freddo sulla Fr1 che parte da Civitavecchia. E sulla Roma-Viterbo abbandono e stazioni chiuse.

MOBILITA’ Treni freddi e pioggia nei vagoni: sui social la rabbia dei pendolari “surgelati” Fa freddo sulla Fr1 che parte da Civitavecchia. E sulla Roma-Viterbo abbandono e stazioni chiuse CIVITAVECCHIA – Treni congelati, stazioni off limits, pioggia che filtra dalle pensiline e nei vagoni. L’ inverno si è appena affacciato ma l’ agonia dei pendolari è solo all’ inizio. Con le temperature artiche che si stanno abbattendo sulla Capitale e su tutto il Lazio, le condizioni di vita-sopravvivenza sulle linee ferroviarie regionali si stanno dimostrando sempre più critiche per le centinaia di lavoratori e studenti, che ogni giorno si spostano per raggiungere Roma. Fa freddo e tanto sulla Fr1, la tratta di collegamento tra Civitavecchia e la Capitale, tanto da far diventare “bastoncini findus” i viaggiatori, che all’ alba del 27 novembre denunciano sulla pagina Facebook del comitato utenti, il viaggio da incubo su carrozze senza riscaldamento con annesso sconfortante avviso. Sedili bagnati PIOVE SUL BAGNATO – Non aiutano a stare caldi le piscine nei vagoni. La pioggia filtra dalle pensiline, come alla stazione di Ladispoli, o, peggio, entra direttamente nelle carrozze. “Sul treno per Roma-Tiburtina vari sedili bagnati e da alcune pareti scendeva acqua!!”, denuncia un viaggiatore della Fr1. Altrettanto disastrosa la situazione sulla ferrovia per Viterbo, tra stazioni chiuse al pubblico come quella di Riano, fatto che obbliga i pendolari ad attendere “il treno fuori, esposti a temperature proibitive”, come segnala il comitato utenti Roma-Nord alla stessa Atac, gestore della linea. Il degrado alla stazione di Magliano STAZIONI HORROR – Oltre alle solita lista delle corse soppresse, i viaggiatori della Roma-Viterbo, devono fare i conti con abbandono e carenza di sicurezza. Un reportage fotografico della stazione di Magliano Romano, rende solo in parte l’ idea di degrado che travolge la linea. “Nelle bidonville di Mumbai stanno peggio di noi. No, scusate, è solo la stazione di Magliano Romano- segnala Iulia – La stazione non è presidiata e non c’ è alcun controllo dei biglietti, la banchina sta cadendo a pezzi, la confortevole sala d’ attesa, dove potrete ripararvi dalla pioggia e dal freddo districandovi tra escrementi, rifiuti e oggetti ingombranti di dubbia destinazione”. GIUSTIZIA CERCASI – Di fronte alla marea di disservizi delle linee laziali, ha scatenato più indignazione che soddisfazione tra i pendolari il risarcimento ottenuto da Trenitalia dal presidente del Codacons, Carlo Rienzi, costretto a viaggiare su un treno gelido della Roma-Latina. Una rabbia dovuta alla valanga di denunce dei comitati cadute nel vuoto e inascoltate. Come le azioni legali intraprese dagli utenti della Fr3, la Roma-Cesano-Viterbo (seguiti dall’ associazione Passpartù) o dai viaggiatori della Roma-Tivoli, o come i quattro esposti del Comitato Roma-Viterbo alle Procure di Roma e Tivoli, dopo le odissee vissute sui treni della linea. Come inutile e persino costosa si è rivelata la class action dei pendolari della Roma-Nettuno. CLASS ACTION – Scattata nel 2011, l’ azione di risarcimento collettiva nei confronti di Trenitalia, per i continui ritardi e disagi sulla ferrovia, dopo oltre due anni di udienze, è stata rigettata dal tribunale che anche condannato il comitato al pagamento delle spese legali all’ azienda di trasporto. Giustizia mancata e legislazione talmente indefinita, commenta il comitato, che “ognuno può interpretare a proprio piacimento allo scopo di rendere praticamente inutile lo strumento al popolo; se per avere giustizia devi essere un ente accreditato e come cittadino non hai dignità né di arrivare in tribunale né di essere risarcito, malgrado la stessa carta dei servizi di Trenitalia lo preveda, non viviamo in uno stato equo” PROTESTA ALL’ ATAC – Anche sul fronte Roma-Lido, la ferrovia regionale che collega Ostia alla Capitale, è pronta a scattare la class action. Intanto la voce dei pendolari è pronta a farsi sentire direttamente sotto la sede dell’ Atac, “colpevole” dei continui disservizi che si registrano sul trenino del mare. A promuovere la protesta, programmata per le 10.30 del 28 novembre, è il Comitato Pendolari Roma-Ostia che, insieme alle altre associazioni, ha invitato a partecipare al sit-in cittadini, studenti, lavoratori e dipendenti dell’ Atac. Alla base della manifestazione “i ripetuti e infruttuosi gli incontri con Atac e regione (gestione Polverini e Zingaretti) e le disattese proposte per il miglioramento del servizio, anche quelle a costo zero, proposte dal comitato”.

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