20 Maggio 2017

Treni, blackout a Termini: caos in tutta Italia

display spenti, terminali bloccati e stazione in tilt. un’ odissea per ore fino a salerno
Display spenti, treni fermi, personale di Trenitalia nel panico totale o nascosto sotto i banconi. Benvenuti alla stazione Termini, una dei crocevia ferroviari più importante d’ Italia per numero di passeggeri. Il punto di mezzo tra Nord e Sud dove ieri si è scatenato il panico. Black otu. Due ore e mezza di interruzione di tutta la rete ferroviaria. Alle 19.10 inizia quella che è stata una vera e propria odissea. In fondo al binario 1, c’ è una centralina elettrica. Un principio di incendio (non doloso) dovuto ad un cortocircuito e subito domato ha fatto scattare (lo prevede la normativa) il complesso sistema di sicurezza. In pratica non si entrava e usciva dalla stazione. Morale? Tutti i convogli sono rimasti bloccati, Av, Intercity, regionali. E in orario clou soprattutto per i pendolari. Con ripercussioni drammatiche anche alla ripresa della circolazione soprattutto sulla tratta Roma-Napoli-Salerno. La cronaca del guasto è amara. La rabbia di chi è rimasto a terra ma anche di chi si trovava sul treno si è fatta sentire. A terra non c’ era nessuno che fornisse informazioni. Personale scarso e impreparato. Utenti costretti a cercare informazioni da un binario all’ altro tra lo slalom di cantieri che da mesi caratterizza la stazione Termini. Centoventi minuti di ritardo – si sfoga Maria – ma le sembra normale? Chissà quando parto, come parto, in che condizioni e soprattutto a che ora arrivo. Per i primi 50 minuti ottenere informazioni era impossibili anche per gli utenti dell’ Alta velocità. Poi finalmente si è iniziato a parlare di guasto. Si sono fatti annunci uno dietro l’ altro. Questo a terra. Sui treni, apriti cielo. Grazia Mazzeo responsabile del Comitato Av per la Campania era partita prima della paralisi. Treno 9541 ha origine a Milano e finisce a Taranto. «Partita in orario alle 18.50 – spiega – mi sembrava quasi strano, alle 19.10 il blocco, il treno era arrivato fino a Prenestina e non si è compreso più nulla». Cosa è accaduto? «Nei primi 15 minuti un bel nulla, neanche una parola. Dopo 30 minuti dagli autoparlanti ci hanno detto che stavano capendo le ragioni del blocco. E poi si andati avanti così. Il solito discorso guasto sulla linea». Per indorare la pillola – racconta – hanno distribuito biscottini e patatine a tutti, ci sono andati di traverso, siamo ripartiti alle 20.54. Un vero e proprio delirio». Non è andata meglio al Frecciarossa 9651 in viaggio da Milano verso Napoli con partenza da Roma alle 21.05, affollato come ogni venerdì sera, è rimasto fermo per oltre un’ ora alla stazione di Firenze Campo di Marte, dove non era prevista alcuna fermata. A bordo è stato annunciato che per i treni verso la capitale erano previsti ritardi di almeno 120 minuti. Nonostante la lunga attesa in stazione, le porte sono rimaste chiuse per un’ ora e soltanto in un secondo momento i passeggeri sono potuti scendere sulla banchina. Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha seguito passo tutta l’ emergenza. Perchè di questo si è trattato. Un guasto ad una centralina che ha paralizzato tutta la rete ferroviaria italiana e ha mandato in tilt la stazione Termini non si era mai verificato. E molto ci sarà da imparare per il futuro su come organizzare questo tipo di situazioni. Nessun bus alternativo è stato messo a disposizione per le distanze brevi. Oltre alle informazioni frammentarie, imprecise. Alcuni passeggeri in attesa a Termini si sono spostati a Tiburtina convinti di riuscire a partire. Per rimanere ugualmente bloccati. Rimettere in moto tutto non è stato semplice. La circolazione è ripresa a scaglioni a partire dalle 21. «Ancora una volta gli utenti del trasporto ferroviario subiscono disagi immensi – tuona il Codacons – pesantissimi i ritardi che sono stati accumulati con pesanti ripercussioni su tutte le linee, un caos inaccettabile per il quale i responsabili saranno chiamati a risarcire gli utenti». Tutti ricorda Rienzi hanno diritto all’ indennizzo. Noi invitiamo Trenitalia a studiare meccanismi di risarcimento automatico in favore di chi ha subito disagi». Si riavranno i soldi indietro. Questo è sicuro, ma chi si è messo in viaggio per godersi il weekend, avrà accumulato talmente tanto veleno in corpo che nessuno potrà mai risarcire. © RIPRODUZIONE RISERVATA.
elena romanazzi

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