15 Novembre 2010

Treni/ Arenaways, battesimo per il primo treno privato

Battesimo al via per Arenaways, il primo treno privato che collega Torino con Milano . E’ partito puntuale alle 7 e 10 dalla stazione Torino Lingotto diretto a Milano, il primo treno di un operatore privato: Arenaways. A bordo anche l’ amministratore delegato, Giuseppe Arena. A bordo si può fare la spesa: si scelgono i prodotti, si paga il conto e al ritorno in stazione si ritira la borsa, un servizio utile soprattutto per i pendolari single. Offerto anche il servizio di lavanderia: si lasciano i vestiti e si ritirano tre giorni dopo sul treno o in tre punti in città. Partenza non senza polemiche. Il treno non potrà infatti fermare nelle stazioni intermedie dove invece dove fare sosta. Quattro le tracce ferroviarie previste. Ma per ora senza pendolari visto che l’ Ufficio per la regolazione del traffico ferroviario che fa capo al ministero, è intervenuto in zona Cesarini accogliendo le obiezioni delle Ferrovie – sostanzialmente condivise dalla Regione – e tarpando le ali di Arenaways. Come? Disponendo che il nuovo servizio di trasporto sulla Torino-Milano si limiti alle fermate dei capoluoghi di Regione. Abolite le fermate intermedie. Quanto è bastato per scatenare la rivolta dei pendolari e una prima denuncia all’ Antitrust da parte del Codacons. Nemmeno Arenaways è rimasta a guardare: ricorso contro la decisione dell’ «Ursf», denuncia all’ Antitrust, denuncia alla Commissione europea. Intanto inghiotte il rospo per non farsi mettere fuori gioco: ad alcune condizioni. In primis, la revisione delle «tracce» già concordate con le Ferrovie e ora falsate dalla soppressione delle fermate intermedie. In particolare, Giuseppe Arena – ad della società – non vuole saperne di far viaggiare i suoi treni a vuoto per tutto l’ anello di collegamento tra Piemonte e Lombardia dopo aver caricato e scaricato i passeggeri nelle uniche stazioni consentite. Fatte salve le spiegazioni di Arenaways, e delle Ferrovie, l’ impresa è stata un vero calvario visto che il compromesso è stato raggiunto ieri sera dopo le 19. La società privata ha accettato le quattro «tracce» riportate in tabella, pur giudicandole penalizzanti. Le Fs si sono limitate a precisare, via comunicato, di non aver praticato alcuna forma di ostruzionismo verso il concorrente. Le modifiche intervenute, che certamente non dispiacciono al monopolista, dipendono dalla decisione dell’ «Ursf». Ieri anche l’ Ufficio in questione è uscito dal silenzio nella persona di Fabio Croccolo, il direttore generale: «Nei suoi interventi la Regione ha difeso solo il servizio pubblico in una situazione delicata, chiedendo di valutare attentamente le conseguenze delle decisioni che saranno prese per evitare che ricadano sui cittadini, provocando riduzioni dei livelli del servizio pubblico oggi garantiti. Mi sembra assolutamente in linea con quelle che sono le potestà e gli interessi della Regione». Sei righe per precisare che l’ ente non ha servito la palla alle Ferrovie, come invece sostiene Arenaways.

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