29 Gennaio 2005

Treni, anno iniziato male

Treni, anno iniziato male
Dal disastro di Crevalcore alle proteste per i troppi disservizi
I precedenti dei sit in sulla Milano-Lecco e sulla Milano-Torino

L`anno è iniziato male, malissimo. Sul fronte della sicurezza, innanzitutto. Con un incidente costato la vita a 17 persone, su una linea a binario unico, guarda caso, eppure molto utilizzata: la Verona-Bologna. Era il 7 gennaio, più o meno mezzogiorno: a Crevalcore, in mezzo a una nebbia da tagliare col coltello, un treno passeggeri (che ora la perizia ha scoperto viaggiava a ben 120 km all`ora) si è scontrato con un merci. Un disastro. Di tragedia solo sfiorata, per fortuna, s`è parlato qualche giorno dopo, il 16 gennaio:a Sesto Calende un merci deragliato ha sfondato la pensilina della stazione: nessun ferito, o peggio, solo perchè in quell`ora di primo mattino non c`erano persone sulla banchina. C`è stato di mezzo anche uno sciopero dei ferrovieri per chiedere, dopo il disastro di Crevalcore, più sicurezza sui binari. Ma, nonostante le promesse di nuovi investimenti del ministro Lunardi, se viaggiare in treno un tempo era considerato sicuro, ora, diciamo la verità, quando si è in carrozza non si è più tanto tranquilli. La sicurezza, però, è solo uno dei nodi. C`è anche il cosiddetto disservizio. Perché proprio con l`inizio del 2005, neanche a farlo apposta, nelle regioni del nord e in Lombardia in particolare, è scoppiata in più occasioni la rivolta dei pendolari. Stanchi di treni che partono e arrivano in ritardo, quando non vengono soppressi a causa di strani guasti, stufi di viaggiare stipati come sardine su vagoni vecchi, sempre troppo freddi d`inverno e troppo caldi d`estate, esasperati oltretutto dai costi per un servizio scadente, i pendolari ora hanno deciso: a mali estremi estremi rimedi, via con lo sciopero del biglietto. E` avvenuto ieri mattina sulla linea Asso-Milano, delle Ferrovie Nord, dove a Palazzolo è andata in scena la rivolta dei passeggeri, con tanto di distinti signori pronti per l`ufficio ad «okkupare» i binari. Era accaduto un paio di settimane fa a Olgiate Molgora, sulla linea Lecco-Milano, dove anche lì un gruppo di pendolari aveva preso d`assedio i binari dopo l`annuncio che il treno non si sarebbe fermato in stazione: e con un vero assalto alla diligenza, come nel far west, aveva preso possesso del treno diretto per Milano, costringendo il macchinista a fermare il convoglio. Ed era successo a Novara, una ventina di giorni fa, sulla Milano Torino: duecento passeggeri, stanchi dei ritardi, avevano bloccato per quattro ore la linea ferroviaria. Ora non resta che aspettare – perché accadrà ancora – la prossima protesta. Nel frattempo, i pendolari sempre più numerosi annunciano, appoggiati anche da associazioni come il Codacons, che il biglietto non lo pagheranno più. Una sorta di braccio di ferro, e non si sa chi vincerà. Oltretutto, oltre al danno c`è in agguato la beffa: perché è sempre di un paio di mesi fa la novità della multa di 25 euro che Trenitalia ha introdotto per chi viene trovato mentre viaggia a sbafo. Una multa definita eccessiva da tutte le associazioni in difesa dei consumatori. Ultima nota finale: sempre di questi tempi dovrebbero essere proprio i treni l`unica valida comoda alternativa alle auto, in giorni in cui lo smog ha raggiunto livelli tali da consigliare (ma anche su questo è polemica) l`utilizzo delle vetture a singhiozzo, tra targhe alterne e blocchi domenicali. Un`alternativa anche “conveniente“, con i prezzi della benzina alle stelle. Un peccato, davvero, non poterla sempre sfruttare.

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