27 Aprile 2012

Tremiti, si preme sui candidati

Tremiti, si preme sui candidati

ISOLE TREMITI – Non si sono spenti i riflettori sulle Isole Tremiti e la vendita dei suoli di proprietà comunale saltata solo perché non sono arrivate offerte. Mentre a Roma Italia Nostra Gargano e l’ associazione ambientalista Asstrai hanno depositato comunque l’ esposto al ministro per l’ Ambiente, Corrado Clini, in Capitanata il Codacons ha fatto analoga azione ma depositando la denuncia alla Procura della Repubblica chiedendo che sia aperta un’ indagine e che sia sequestrato il bando di gara. L’ associazione dei consumatori chiede anche di porre sotto sequestro quelgi undici lotti, dieci a San Domino e uno a San Nicola, dove era ed è prevista la lottizzazione di edilizia economica e residenziale. E su questo punto è tornata anche ieri la commissaria prefettizia delle Isole Tremiti, Carmela Palumbo che ha ricordato che «la destinazione urbanistica delle aree interessate (esclusivamente edilizia economica e popolare) è stata decisa, qualche anno fa, dal consiglio comunale di Isole Tremiti, il cui strumento urbanistico è stato approvato dalla Regione Puglia con delibera di Giunta n.397 del 16 febbraio 2010». Come dire non tanto tempo fa, ma solo due anni fa. Poteva dunque la Regione Puglia non sapere o ignorare di aver approvato quello strumento urbanistico? Questo rende ancor più agitate le acque a Bari dove il capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, Rocco Palese ha firmato un ordine del giorno da proporre alla prossima seduta dell’ assemblea con cui «si impegna il Presidente della Regione a verificare in ogni sede la legittimità e la opportunità delle procedure messe in atto dal Comune di Tremiti e ad attivarsi presso il Governo nazionale affinchè assuma iniziative a tutela del patrimonio paesaggistico, ambientale e turistico della Puglia». Anche il consigliere regionale Giannicola De Leonardis chiede «un intervento diretto della Regione per sanare la ferita aperta e impedire qualsiasi possibile speculazione edilizia», al contempo però spera «in un ripensamento dei candidati sindaci e il loro impegno in caso di elezione a proteggere e non deturpare il territorio». In realtà, come riportato nei giorni scorsi dal Corriere del Mezzogiorno, tutti e quattro i candidati ritengono il bando legittimo e da riproporre. Ma perché l’ asta è andata deserta? È questo uno degli interrogativi che, al di là delle polemiche e delle proteste, resta aperto. Le aree non sono appetibili? Troppo alti i costi dei singoli lotti? O la pressione mediatica ha scoraggiato possibili acquirenti? Secondo il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna «non è sembrato vantaggioso acquisire terreni destinati ad edilizia popolare e quindi assoggettabili ad esproprio per pubblica utilità: questa volta il partito del cemento è sconfitto, anche gli eventuali speculatori hanno fatto marcia indietro». Ma Introna invita comunque l’ assessore regionale Barbanente a «mantenere una vigilanza molto alta» e sostiene che ora sarà «il prossimo Consiglio comunale delle Tremiti a confrontarsi con la Regione per verificare i percorsi, nel rispetto del piano di edilizia popolare». Antonella Caruso.

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