Tremiti, esposto in procura Wwf: “No a nuove costruzioni”
-
fonte:
- Repubblica.it
Gli ambientalisti festeggiano il flop dell’ asta per l’ acquisto dei
terreni e chiedono di aumentare i vincoli per tutelare le isole. Il
Codacons in procura per far luce sul contestato bando del commissario,
che passa la palla al prossimo sindaco. Ma i residenti hanno fame di
case: “Dove devono andare i giovani che si sposano e mettono su
famiglia?”
Dopo l’ asta deserta per la vendita dei terreni pubblici edificabili alle Isole Tremiti, continua il coro di voci per fermare le eventuali colate di cemento sulle isole amate da Lucio Dalla. Ambientalisti in allarme, residenti delusi, consumatori sul piede di guerra, armati di esposto recapitato in procura con cui si chiede il sequestro del bando. LEGGI Tremiti, l’ asta va deserta FOTO – LE ISOLE AMATE DA LUCIO DALLA Il Wwf chiede alla Regione Puglia e al Parco Nazionale del Gargano di mettere un punto fermo alla questione prevedendo l’ inedificabilità di queste aree nel redigendo Piano regionale paesaggistico e nel Piano del parco, mentre il presidente regionale della Puglia del Fondo ambiente italiano (Fai), Dino Borri, e il capo delegazione del Fai Foggia, Marialuisa D’ Ippolito, ribadiscono la necessità di desistere dall’ idea di vendere terra pubblica “in quel santuario della natura nel mare Adriatico” che sono le Isole Tremiti, “non importa se già edificabile in base a vecchi piani. Vendere terra pubblica – sostengono – equivale in realtà oggi, in una fase in cui lo sviluppo locale più promettente guarda alle bioregioni e ai loro vantaggi competitivi, a segare il ramo dell’ albero su cui si è seduti, a vendere ‘gioielli di famiglia’. Una soluzione sbrigativa e diseducativa, capace di fuorviare altri e in definitiva di recare un grave danno a risorse fondamentali della Puglia e dell’ Italia”. La questione delle nuove case, quando queste siano per i residenti, divide ambientalisti e istituzioni, preoccupati gli uni per la salvaguardia dei luoghi e in allerta per le possibili speculazioni, e gli abitanti che invece nuove case le vogliono. DOCUMENTI : Il bando Comune al verde, l’ asta per i debiti I CONTI DEL WWF – Secondo il Wwf “pur essendo vero che sia il Parco che la Regione Puglia avevano dato per motivi sociali parere favorevole alla variante urbanistica che avrebbe consentito la realizzazione di case popolari nel comune delle Isole Tremiti, la vicenda dell’ asta dimostra inequivocabilmente come la questione si presti ad incontrollabili meccanismi speculativi. A dirlo sono i numeri”. Secondo l’ associazione ambientalista: “Il Comune infatti ha dichiarato di voler ottenere dalla vendita di queste aree un introito di 4,5 milioni di euro. Gli acquirenti dovranno rientrare di questo costo nel momento in cui, realizzate le case popolari, queste dovranno essere cedute agli aventi diritto. Per rientrare del costo dei suoli di 4,5 milioni sarà necessario prevedere la realizzazione di non meno di 10mila mq pari a circa 125 appartamenti di 80mq, ciascuno da porre in vendita a circa 150mila euro l’ uno. Infatti solo realizzando una cubatura complessiva di circa 35mila metri cubi si raggiunge il punto di equilibrio tra i costi del suolo, di realizzazione degli immobili e il guadagno dell’ impresa. La questione però è di altra natura: che se ne fanno le Isole Tremiti di 125 alloggi popolari quando gli abitanti censiti sulle isole sono complessivamente 486?”. IL CASO DEGENNARO E GLI APPARTAMENTI D’ ORO – “Anche con la vendita all´asta dei suoli – aveva spiegato il commissario Carmela Palumbo – non sarebbe cambiata la finalità della lottizzazione perché case popolari erano previste prima e case popolari in convenzione erano previste dopo il bando. Non è vero che non sono state fatte altre scelte per rimettere i conti a posto. Ho dovuto aumentare la Tarsu, la tassa di soggiorno, il pagamento delle bollette dell´acqua prima che si prescrivessero. Poi si è reso necessario anche il piano di alienazione previsto dalla legge”. Se ne riparlerà con il nuovo sindaco, dopo le elezioni di maggio. “Non spetta più a me – aveva detto – il mio lavoro è finito. Il 6 maggio ci sono le elezioni”. Scotta il caso delle palazzine d’ oro per le forze dell’ ordine a Bari, troppo care per essere acquistate dai soggetti per i quali erano state costruite. Il paragone è di Giuseppe Calabrese, l’ ex sindaco amico di Lucio Dalla che vantava la conoscenza di Gheddafi. “Avete presente quello che è successo a Bari con Emiliano e Degennaro? Bene qui si rischia di fare la stessa cosa con l’ asta. Mentre a Bari hanno costruito case per i poliziotti che nessun poliziotto si è potuto permettere, così qui avremmo costruito case che nessuno di noi avrebbe potuto permettersi”. LE BARACCHE E LE GIOVANI COPPIE – Ma sull’ isola c’ è fame di alloggi. Il diritto alla casa, infatti, è molto sentito sulle Diomedee. “Qui è sempre accaduto che quando ci si sposava, i genitori consentivano ai figli di ampliare le baracche” ricorda Arturo Santoro, titolare di un locale a strapiombo su Cala Matana. “Perché dove devono andare i giovani che si sposano e mettono su famiglia? In pineta? Poi d’ estate ci si stringeva, s’ affittava ai turisti la camera e con quello si campava tutto l’ anno”. E Giusy, la sua compagna, racconta della ragazza madre “s’ è arrangiata nell’ aula della scuola per dare un tetto alla sua bambina”. E di intere famiglie che si smembrano d’ inverno perché “con 200-300 euro s’ affitta una casa a Termoli o a Vasto perché i figli possano andare a scuola”. L’ ESPOSTO DEI CONSUMATORI – Il Codacons ha presentato un esposto alla Procura della Repubblica di Foggia, in cui si chiede di aprire una indagine e sequestrare il relativo bando di gara. “Come noto – scrive il Codacons nell’ esposto – l’ equilibrio su cui l’ asta nasce è fragilissimo, essendo in gioco da un lato le esigenze di cassa e di ripianamento del deficit pubblico dall’ altro la tutela di isole affascinanti e perennemente minacciate da trivellazioni petrolifere o speculazioni edilizie. In molti denunciano il rischio di un probabile cambio di destinazione d’ uso dei terreni e che, se così fosse, permetterebbe ai futuri acquirenti di potervi costruire alberghi, villaggi turistici e strutture ricettive. Ma soprattutto serve costruire case popolari in un’ isola abitata, al netto dei residenti, da poco più di 200 persone? E’ giusto immaginare il rischio di un cambio di destinazione d’ uso dei terreni?”. Per il Codacons: “Da tale quadro emerge la necessità dell’ intervento dell’ autorità procedente per fare immediatamente luce e chiarezza sulla vicenda, poiché accertati i fatti e le eventuali responsabilità si potrebbero configurare, diverse fattispecie penalmente rilevanti ivi compreso il reato di Rifiuto di atti d’ ufficio, Omissione e Abuso d’ ufficio, oltre ai reati di omesso controllo e vigilanza e manovre speculative”. Il Codacons ha anche chiesto alla Procura di procedere al sequestro del Bando gara per l’ alienazione dei beni relativi ai quattro ettari delle Isole San Domino e San Nicola e del Piano di edilizia economica e popolare delle isole Diomedee.
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- AMBIENTE
