30 Gennaio 2011

Trema il turismo. “Mar Rosso sicuro, per ora”

Trema il turismo. «Mar Rosso sicuro, per ora»
 

– BOLOGNA – «LA PERDITA dei tour operator, in casi del genere, è di centinaia di migliaia di euro. Quindi c’ è poco da stare allegri». Roberto Corbella, presidente dell’ Astoi, l’ associazione italiana dei tour operator, non nasconde preoccupazione per la situazione in Egitto, «anche se – ammette – il blocco di mete come Il Cairo, Alessandria e Ismailia, come suggerito dal sito della Farnesina www.viaggiaresicuri.it, non incide moltissimo sul turismo italiano, focalizzato, per oltre l’ 80% dei vacanzieri sulle destinazioni balneari. Che, per ora, oltre a telefonare per informarsi sulla situazione, non hanno dato il via al tam tam delle cancellazioni. Di certo – stima – se i disordini continuano, ci sarà un calo di turisti verso l’ Egitto di almeno il 5%». Il clima, in effetti, non invoglia a partire, con la Farnesina che consiglia «di rimandare i viaggi non urgenti». Nessun blocco, però, a oggi, né per il Mar Rosso, da Sharm El Sheik a Marsa Alam, dove sono presenti circa 8mila italiani, né per le crociere sul Nilo. «Anche se – ammette Corbella – la situazione può cambiare di ora in ora. Al Cairo ci sono poche centinaia di connazionali quasi tutti rientrati. E, in settimana, erano previste 500-700 partenze». Che, ovviamente, saranno cancellate. Ergo, si pone il problema rimborsi. IL CODACONS , avverte: «Chi, in queste ore, ha annullato i viaggi in Egitto ha diritto a essere risarcito». L’ Astoi, invece, fa i dovuti distinguo. «Chi non partirà per Il Cairo, Alessandria e le altre città da ‘ bollino rosso’ verrà rimborsato integralmente o potrà scegliere mete alternative. Ma, nel caso di Mar Rosso e crociere sul Nilo, non ci sarà la restituzione integrale di quanto versato». Problema spinoso anche per le agenzie di viaggi. Cinzia Renzi, presidente Fiavet, si limita al ‘ no comment’ . Ottimista invece, Alberto Corti, direttore Federviaggio: «Ieri mattina su 2mila partenze, solo 10 disdette. Gli italiani non scelgono l’ Egitto classico. A piangere, ora, sono i francesi più propensi al turismo culturale».

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