19 Agosto 2013

Tregua armata in Egitto Uccisi 38 Fratelli musulmani

Tregua armata in Egitto Uccisi 38 Fratelli musulmani

Almeno 38 Fratelli musulmani sono stati uccisi dalle forze di sicurezza egiziane. Lo riferiscono fonti di polizia secondo le quali gli agenti sono intervenuti dopo l’ assalto d’ un gruppo di Fratelli a un convoglio che stava trasferendo in carcere 45 dimostranti islamici arrestati. Stando ad altre fonti, l’ eccidio sarebbe avvenuto non durante un trasferimento ma già all’ interno del carcere nell’ ambito di una ”sommossa”. Informazioni contraddittorie anche sulle cause della morte: secondo alcuni dovuta alle armi da fuoco delle forze di sicurezza, secondo altri riconducibile almeno in parte a intossicazione provocata da incendi appiccati nella struttura. Il ministero dell’ Interno del Cairo, in una nota, si e’ limitato ad affermare da parte sua che un numero imprecisato di detenuti ha perso la vita dopo ”aver cercato di scappare” dalla prigione. Senza precisare se con la complicità di assalitori esterni o meno. BONINO: «BANDO AGLI ISLAMICI PORTEREBBE TERRORISMO» Mettere al bando i Fratelli musulmani avrebbe conseguenze ‘devastanti’ e significherebbe ‘mandarli in clandestinità rischiando di potenziare l’ estremismo dei gruppi’. E’ il monito del ministro degli esteri Bonino che in un’ intervista alla Stampa invita a ‘riposizionare la politica europea’ verso l’ Egitto ma non si fa illusioni: le leve che l’ Ue ha in mano, 500 milioni di euro in aiuti per Il Cairo, rischiano di sembrare pulci davanti ai mezzi che possono usare il Qatar o l’ Arabia Saudita’. Sul Mattino il ministro Mauro mette in guardia dal rischio di nuove migrazioni e sul QN il ministro Kyenge avvisa l’ Europa: si faccia carico dei profughi. CONTINUANO I RIENTRI DEGLI ITALIANI Da ieri 15mila italiani sono rientrati dall’ Egitto;altre 15-19 mila persone sarebbero dovute partire per il Mar Rosso ma, dopo l’ allerta della Farnesina, partiranno solo poche decine di “irriducibili”. Questo il quadro del presidente Fiavet Giovannoni,che calcola in 30-50 milioni di euro i danni per gli operatori turistici. Intanto il Codacons ha lanciato una class action contro lo Stato -l’ accusa è di non essere intervenuto tempestivamente a tutela dei connazionali – per 95 milioni di euro.
 

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