Tredicesime, rispunta il blocco Il ministro: «Non ne so nulla»
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fonte:
- L`Unità
Un allarme partito da lontano, una mezza smentita e tante mani avanti sull’ ipotesi che il governo possa congelare le tredicesime dei dipendenti pubblici e dei pensionati. Il giallo che fa immaginare agli italiani un Natale come quello dei colleghi greci e spagnoli prende forma con un comunicato di Confesercenti: «Troppe voci, troppo insistenti, parlano in questi giorni di un’ ipotesi allo studio per fare cassa: il congelamento delle tredicesime dei dipendenti pubblici e di buona parte dei pensionati», scrive l’ associazione delle pmi dell’ industria, dei servizi e del commercio. L’ ipotesi del blocco circola da tempo. Il dossier era emerso qualche mese fa per la messa a punto della revisione della spesa pubblica, poi era stato accantonato per gli effetti depressivi che potrebbe avere. Ma da quando il governo Rajoy l’ ha messo nero su bianco sembra un po’ più verosimile anche a Roma. Il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi, viene sommerso dalle domande quando si trova in Senato proprio per i lavori sulla spendingreviety, e risponde laconico: «Lo apprendo dalle agenzie (di stampa, ndr)». Il che non vuol dire che non sia vero, anzi. La smentita vera, secca, di fatto non c’ è e la stessa Confesercenti non si ritiene soddisfatta. E visto l’ andazzo, con il governo che respinge l’ idea di una nuova manovra finanziaria mentre spunta un piano di nuovi tagli per sei miliardi, sono in molti a preoccuparsi. Qualcuno però ipotizza che il vortice delle indiscrezioni possa celare una strategia comunicativa precisa: spararla grossa per preparare l’ opinione pubblica e poi intervenire in modo meno drastico, ma comunque doloroso. Illazioni? Magari sì, ma con lo spread alle stelle e le Borse di ti sui beni culturali). «Nel confronto con il governo cominciamo finalmente ad orientarci su alcuni grandi temi – ha affermato in una nota il senatore Giaretta -. Uno dei principali, sollevato dal Pd era l’ insostenibilità del taglio di 200 milioni nel triennio Milano e Madrid che bruciano miliardi a giorni alterni tutto sembra possibile. Anche gli scenari peggiori. Come quello che immagina Confesercenti se il congelamento delle tredicesime dovesse diventare realtà. I consumi che sono già al lumicino, dice l’ associazione delle imprese, si ridurrebbero di altri otto miliardi. Il ragionamento è il seguente: «Le tredicesime nette dei dipendenti pubblici e dei pensionati con assegni al di sopra dei mille euro ammontano a circa 16,1 miliardi. Circa la metà va in consumi e quindi si sottrarrebbe all’ economia reale una cifra pari a otto miliardi di euro, con un cedimento dei consumi privati che passerebbe dal meno 1,7 per cento stimato dal governo a un valore negativo vicino al 2,7 per cento. Ma se anche si puntasse solo al congelamento del cinquanta per cento delle tredicesime continua la proiezione – si tratterebbe comunque di una taglio alla spesa di circa quattro miliardi di euro, portando la flessione tra il meno 2,1 e il meno 2,4 per cento». «Così si uccide l’ economia», dicono Adusebf, Federconsumatori e Codacons, mentre i sindacati avvertono CONSUMI AL LUMICINO IL CASO che la risposta sarebbe decisa: «Ci auguriamo che si tratti solo di una forte preoccupazione da parte della Confesercenti – dice Carla Cantone, segretaria dello Spi-Cgil – Se così fosse, reagiremo pesantemente» contro «l’ ennesimo e gravissimo provvedimento ai danni dei pensionati italiani». Sulla stessa linea il sindacato degli statali della Uil, che con la Cgil oggi vedrà Patroni Griffi e con tutta probabilità a settembre scenderà in piazza per uno sciopero nazionale. «Mi auguro che non sia vero – commenta il segretario generale della Uil-Fpl Giovanni Torluccio – Altrimenti non ci sarebbero più norme sull’ autoregolamentazione del diritto di sciopero capaci di tenere a freno lo stress degli statali». Insomma, dal pubblico impiego arriva un messaggio chiaro: abbiamo già dato. E allora quale potrebbe essere l’ alternative al congelamento delle tredicesime? Per Confesercenti il governo deve cercarla altrove, concentrandosi, in particolare su province, comunità montane, micro-comuni e sulle società di servizi pubblici. Tutte cose già in cantiere, così come – almeno in parte – la riduzione dei posti della politica e delle consulenze.
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