Tredicesime, altra brutta sorpresa
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fonte:
- La Provincia di Lecco
Christian Dozio Fino a 38 euro in meno nella tredicesima dei dipendenti lecchesi: gli acquisti di Natale saranno probabilmente un po’ più poveri. Lo rivela un’ indagine della Cgia di Mestre, associazione che raggruppa artigiani e piccole imprese, che sottolinea come le tredicesima mensilità si è giovata da un lato di una rivalutazione contrattuale, in base all’ indice Istat, di 1,4 punti percentuali, ma l’ inflazione, pari al 2,7% nel Lecchese, inciderà in modo sostanziale sulle cifre. Calcolatrice alla mano – con l’ aiuto del Codacons – si evince che un operaio specializzato che denuncia un reddito imponibile Irpef di 20.663 euro, non si troverà in busta una tredicesima di 1.227 euro, ma una, deflazionata al 2011, di 1.194, con una variazione negativa, sempre rispetto all’ anno precedente (1.210 euro), di 16 euro. Discorso analogo per gli impiegati con un reddito di 25.138 euro: la perdita di valore sarà di 20 euro, con una tredicesima di 1.341 euro invece che di 1.379 euro. Ancora più pesante, infine, le conseguenze della deflazione per i dirigenti con un reddito annuo di 49.442 euro: per loro, la tredicesima sarà più leggera di 38 euro (2.460 euro). Detassare gli stipendi Eppure, la ricetta per evitare un’ ulteriore contrazione dei consumi, che nel periodo natalizio causerà inevitabilmente altre difficoltà agli operatori economici, ci sarebbe. «Sarebbe un bel regalo di Natale se il Governo detassasse una quota parte della tredicesima – ha affermato il presidente dell’ associazione di categoria veneta, Giuseppe Bortolussi -. E’ vero che le risorse sono poche, ma un taglio del 30% dell’ Irpef potrebbe costare alle casse dello Stato tra i 2 e i 2,5 miliardi di euro. Un mancato gettito che, probabilmente, potrebbe essere coperto attraverso un’ attenta razionalizzazione della spesa pubblica. Per contenere ancor più la spesa, si potrebbe concentrare la detassazione solo sui redditi più bassi». Imu e bollette Secondo le stime effettuate dalla Cgia, infatti, questo eventuale taglio dell’ Irpef che grava sulle tredicesime lascerebbe nelle tasche di un operaio 115 euro in più, in quelle di un impiegato 130 e ben 315 in quelle di un dirigente, con tutto quello che ne conseguirebbe in termini di consumi. «Visto l’ avvicinarsi del Natale, mai come in questo momento abbiamo la necessità di lasciare qualche soldo in più nei portafogli delle famiglie italiane – sostiene l’ associazione di categoria – . Ricordo che a dicembre bisognerà pagare il saldo dell’ Imu e una serie di bollette molto pesanti. Pertanto, se non ci sarà qualche provvedimento a sostegno delle famiglie, prevedo che i consumi natalizi saranno molto modesti, con effetti economici molto negativi per i bilanci degli artigiani e dei commercianti». Quindi, la boccata d’ ossigeno che i lecchesi attendono a dicembre, con la tredicesima mensilità, sarà un po’ più leggera. E, considerando il fatto che a metà del prossimo mese sarà necessario pagare anche il saldo dell’ Imu, il prossimo Natale rischia di essere davvero magro per tante famiglie.
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