Tredicesima in fumo, il Natale sarà più povero
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fonte:
- La Nuova Venezia
Tredicesima in fumo, il Natale sarà più povero. L`80 per cento tagliato dalle bollette e dai mutui: cenoni più modesti e meno regali
Calo del 6 per cento nell`abbigliamento resistono giocattoli e prodotti tecnologici
MESTRE. Una tredicesima che, come per magia, sparirà quasi tutta (l`80%) dalle mani dei veneziani, erosa dall`aumento delle spese fisse di fine anno, dalle bollette e dal rimbalzo negativo su mutui, ratei e fidi, del nuovo tasso di sconto stabilito dalla Banca Centrale Europea. Consumi che caleranno dell`1,5% rispetto al dicembre del 2004, di fronte a famiglie sempre più indebitate e capaci di ricorrere al credito al consumo in modo ancor più massiccio dell`anno passato (più 14%). Cenoni più parchi e modesti, regali con il contagocce, grandi passeggiate nei centri commerciali, nei negozi o nei mercatini, alla caccia dell`affare migliore, del presente più economico. E lo sguardo verso un futuro che appare con tante ombre e poche luci. E` questo, secondo l`Intesa Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) l`apocalittico scenario natalizio che stanno già vivendo le famiglie veneziane in un faticoso 2005. Un quadro preciso e desolante, testimone spietato di una crisi che, dopo cinque anni di stenti, non accenna a frenare. Di certo, il popolo lagunare, in questi giorni, si muoverà in massa, tra le luci, i suoni e i colori dicembrini. Ma, come succede ormai da tempo, a rivelare l`agonia dei consumi ci penseranno i fatturati dei negozi. Natale povero. Insomma, le premesse per un “Natale povero“ ci sono tutte. I conti fatti in tasca ai veneziani, ad opera dell`Intesaconsumatori, parlano chiaro. L`80% della tredicesima se ne va per pagamenti vari. Ci sono le spese fisse, che devono fare i conti con inevitabili aumenti, le assicurazioni, le bollette. E il mutuo, in particolare quello per la casa che, con il nuovo tasso di sconto stabilito dalla Bce (2,25% al posto del 2%), costerà ai veneziani, secondo una stima del Centro Studi Sintesi di Mestre, 188 euro in più all`anno. Addio tredicesima, insomma e spazio all`indebitamento. Rappresentato soprattutto dal credito al consumo, cresciuto in un anno del 14%. Di questa percentuale, il 28,7% è rappresentato da prestiti diretti, il 21,9 da carte revolving e il 35,3 dal “famoso“ finanziamento garantito dalla cessione di un quinto dello stipendio. Il ricorso al credito è l`unica via per tirare avanti. Ma per quanto tempo, ancora? Consumi scarsi. Insomma, famiglie senza un soldo, costrette a indebitarsi per far shopping all`interno di negozi agonizzanti che rischiano di morire. Intesaconsumatori, ma anche altre associazioni, come Confesercenti, prevedono dunque un ennesimo calo dei consumi, rispetto al Natale passato. Si parla di una diminuzione flebile, attorno all`1,5%. In un periodo, però, dove il segno meno è all`ordine del giorno. Secondo un`indagine della Confesercenti, ne risentirà in particolare (e come sempre) il settore dell`abbigliamento (vedi tabella), che vedrà una diminuzione delle vendite che si attesta attorno al 6%. Tengono i giocattoli (più 2%), regalo doc per i più piccoli e i prodotti tecnologici (più 1%). Anche i viaggi registrano un incremento, anche se molte agenzie denunciano invece una crisi senza precedenti. Sempre secondo la stessa indagine, poi, i centri commerciali cominciano a perdere un po` di sex appeal (meno 1%), ma non a vantaggio dei negozi (meno 2%), bensì dei più economici mercatini (più 2%) e di Internet (più 4%), divenuto un vero e proprio rilevatore di prezzi convenienti. E il cenone? Tra Natale e Capodanno, i veneziani spenderanno in media il 25% in meno, passando da 250 euro a poco meno di 190 euro. Intesa e Confesercenti. Intesa consumatori invita a cambiare rotta: per il bene di tutti. “Chiediamo ai commercianti di ridurre il margine di guadagno“, dicono dall`associazione, “abbassando i prezzi almeno del 30%. E` questo il solo modo per rilanciare i consumi e per restituire alle famiglie parte di ciò che è stato tolto con la frenetica corsa agli aumenti di questi anni“. Per Maurizio Franceschi, segretario della Confesercenti veneziana, le previsioni di questo Natale sono tutt`altro che rosee. “Di certo, non percepiamo un`esplosione dei consumi“, spiega, “anche perché, con le attuali disponibilità economiche, quasi tutti attenderanno il 7 gennaio, periodo di saldi, per fare gli acquisti più impegnativi. Adesso, credo che le spese saranno modeste. Una cravatta, qualche giocattolo per i bambini, un maglioncino. Niente più. Inoltre, molte famiglie selezioneranno a chi fare il regalo. La cosa però positiva è che si sta riprendendo il sistema-città, a discapito dei centri commerciali“.
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