18 Aprile 2010

“T-Red sequestrati, ora chiediamo i danni”

L’ INCHIESTA scoppiata a livello nazionale sui T-Red truffa nel gennaio 2008 aveva coinvolto anche i semafori intelligenti dell’ Unione Terre di Castelli (Vignola, Castelnuovo, Castelvetro, Spilamberto) e Castelfranco. Quei T-Red, i dispositivi che fotografano gli automobilisti che passano col rosso, sono poi stati sequestrati. E ora che l’ inchiesta, coordinata dalla Procura di Verona, si è chiusa, il Codacons, che ha raccolto oltre cento ricorsi, annuncia che in caso di processo si costituirà parte civile. Sono quattro gli indati per cui il pm veronese Valeria Ardito chiederà il processo: Stefano Arrighetti, amministratore unico della Kria, l’ azienda progettista del sistema T-Red; Giuseppe Trabucchi di Padova ex sindaco di Illasi; Graziano Lovato, ex comandante polizia locale Unione Comuni est veronese; e Raoul Cairoli, amministratore unico di Citiesse, la ditta fornitrice degli impianti. Sono accusati a vario titolo di truffa, falso in atto pubblico e frode nelle forniture. I vertici della Citiesse sono accusati di aver tarato a proprio favore i tempi del semaforo giallo visto che la ditta ‘ guadagnava’ una percentuale sulle multe. Insomma, più sanzioni, più soldi. Anche i Comuni dell’ Unione Terre di Castelli e il comune di Castelfranco hanno noleggiato i T-Red dalla Citiesse ma nel ‘ nostro’ caso non c’ è stato alcun complotto, nel senso che nessuno dei Comuni modenesi garantiva una quota sulle multe alla Citiesse ma semmai un corrispettivo fisso per lo scarico di immagini e la manutenzione. Fatto sta, però, che in alcuni casi il tempo del giallo era comunque davvero minimo. «Gli impianti sono stati sequestrati e mai più installati – dice Fabio Galli del Codacons – Se ci sarà un processo, ci costituiremo parte civile chiedendo un risarcimento delle multe pagate dagli automobilisti e dei punti ritirati. Invitiamo tutti coloro che sono stati multati in questi Comuni a venire da noi». Il semaforo contro cui sono stati presentati più ricorsi è quello di Vignola (oltre cento solo al Codacons) all’ incrocio tra via per Spilamberto e via Natale Bruni. Oltre una decina di ricorsi, poi, per il T-Red di Montale di Castelnuovo Rangone, sulla Nuova Estense. L’ indagine della procura di Verona non coinvolge amministratori modenesi, ma secondo il Codacons ci sono i presupposti per costituirsi parte civile contro la Citiesse perché, anche se non sarà dimostrata la truffa (i nostri Comuni non davano la percentuale sulle multe alla ditta) è probabile che alcuni apparecchi non fossero comunque a norma. «Lo dimostra il fatto che sono stati sequestrati», conclude Galli. Non solo, per quanto riguarda l’ incrocio di Vignola, esiste anche una sentenza del giudice di pace che bocciava il T-Red (ora eliminato) di via per Spilamberto perché la luce gialla durava troppo poco, solo 3,5 secondi, come per altro cronometrato dal Carlino in un’ inchiesta. Il giudice ha incaricato un perito – che ha stabilito come il tempo del giallo, per fermarsi in sicurezza, non potesse essere inferiore ai 5,5 secondi – e ha dato ragione all’ automobilista.

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