T-Red di nuovo in scena. Ma con tempi diversi
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- Modena Qui
Sono tornati dal 30 giugno, con un giallo che non è uguale per tutti
T- Red, rilanciati nel loro compito di sorveglianza dal responso del Ministero dei Trasporti che – nell’ambito dell’indagine avviata dalla Procura di Verona – nel maggio 2010 ha sancito che gli strumenti sequestrati in maniera precauzionale possono tornare operativi perché la loro mancata omologazione riguardava «componenti non determinanti».
Ed eccoli dunque di nuovo in azione, le implacabili guardie del semaforo, tornate da due settimane a presidiare gli incroci di Spilamberto (tra la Vignolese, viale Italia e viale Quartieri), Montale (tra via Vandelli e via Santa Lucia) e della frazione castelvetrese di Ca’ di Sola (all’intersezione tra la Sp 569 e via per Modena), in attesa che l’altro procedimento giudiziario, quello avviato dalla Procura di Milano, chiarisca il destino degli apparecchi vignolesi.
Intanto, per chi passa col rosso nei centri minori, non c’è via di scampo.
Ma che ne è del giallo? Per quanto rimane acceso, dando agli automobilisti la possibilità di valutare se c’è tempo per l’attraversamento dell’incrocio? Perché non è solo questione di voler passare a tutti i costi: un giallo ‘lampo’ costringe inesorabilmente a frenate improvvise che possono causare altro pericolo col rischio tamponamento.
Per renderci conto di quanto passa quotidianamente sulla strada, siamo andati sul posto e abbiamo misurato il tempo di esposizione del giallo, ovviamente con strumenti che non possono garantire il dato al millesimo, ma che forniscono comunque un buon quadro della situazione.
Il dato principe è quello che evidenzia a Ca’ di Sola un semaforo dai tempi record: solo 3,9 secondi di giallo prima di andare a finire nelle mani del T-Red.
Altrove, la situazione è un po’ più tollerabile, con i 4,9 secondi di Spilamberto e i 5 di Montale.
Ma siamo comunque dappertutto ben al di sotto di quei 6 secondi che nei giorni scorsi dalle colonne del nostro giornale il vicepresidente regionale del Codacons Fabio Galli raccomandava perché i T-Red potessero essere considerati strumenti indispensabili unicamente sul fronte sicurezza, senza retroletture di cassa.
Intendiamoci: le durate del giallo disposte tra Spilamberto, Montale e Ca’ di Sola sono perfettamente legali: la normativa stabilisce una finestra temporale che va dai 3 ai 6 secondi, lasciando margine di discrezione.
Margine che però pare essersi ridotto al limite nell’ultimo caso, e in uno degli incroci più trafficati della provincia, visto che raccoglie gran parte del flusso della Pedemontana.
Non per nulla si è parlato tanto della necessità di una tangenziale o almeno di una rotonda.
I camion sono tanti, tantissimi, e anche quest’inverno c’è stato un incidente mortale ai danni di un’utilitaria.
Va bene fare di tutto per tutelare la sicurezza, con tutti gli strumenti dissuasori a disposizione.
Ma perché mettere un giallo a 3,9 secondi quando in altri due ambiti del territorio gestito dallo stesso Corpo, la municipale delle Terre di Castelli, si lascia più tempo? Senza considerare che 3,9 secondi sono davvero pochi per passare con un camion a rimorchio lungo, ci si chiede: non è che in questo modo si stanno un po’ discriminando gli abitanti di Ca’ di Sola e gli utenti di quel tratto di strada? Daniele Montanari
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