27 Marzo 2015

Trecento aspiranti medici ora potranno specializzarsi

Trecento aspiranti medici ora potranno specializzarsi

Trecento aspiranti medici specializzandi che dopo il caos dei test per l’ ammissione alle scuole di specializzazione hanno deciso di fare ricorso, ora potranno specializzarsi. Lo fa sapere la Fp-Cgil medici riportando la decisione di ieri del Consiglio di Stato che si è pronunciato sul maxi-ricorso per le irregolarità del concorso delle specializzazioni. Stabilendo che le istanze dei ricorrenti «devono essere accolte immediatamente, con ammissione alle scuole di specializzazione». I giudici di Palazzo Spada quindi rovesciano la pronuncia del Tar Lazio di poche settimane fa secondo la quale il test per l’ accesso alle scuole predisposto dal Miur, finito davanti ai giudici per un errore procedurale, fosse valido. Respingendo così il ricorso presentato in quel caso dal Codacons e da un gruppo di giovani medici per contestare le modalità di svolgimento della prova e le successive modifiche che i tecnici del ministero dell’ università avevano elaborato per sanare la vicenda. Il tutto prende il via lo scorso 31 ottobre, quando alla conclusione del primo concorso nazionale per l’ accesso, il Miur parlò di una «grave anomalia nella somministrazione delle prove scritte», che aveva portato all’ inversione dei quiz. Una situazione che aveva indotto molti aspiranti a fare ricorso, respinti in alcuni casi. Ma non in questo. «Si tratta di una decisione con effetto immediato» hanno precisato i legali in rappresentanza del sindacato di categoria, Michele Bonetti e Santi Delia, «e le borse dovranno essere attivate fin da subito. “Il Consiglio di Stato ha accolto i ricorsi e li ha ritenuti fondati, prendendo atto che i provvedimenti ministeriali recano un danno grave e irreparabile». Un risultato che non rimarrà isolato: «La battaglia dei ricorsi legati alle molte irregolarità verificatesi nel corso dei test non si conclude», ha affermato Massimo Cozza, segretario nazionale della Fp Cgil Medici, «andremo avanti. Il Governo e il Ministro Giannini si attivino da subito per garantire che un simile pasticcio non si verifichi in futuro».
benedetta pacelli

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