Tre referendum per salvare l`ambiente
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fonte:
- Corriere delle Alpi
Tre referendum per salvare l`ambiente
Contro la minaccia della Cordignano Lienz più potere ai cittadini
BELLUNO. Tre referendum per salvare l`ambiente.
Elettrodotti, inceneritori e alimenti transgenici minacciano ogni giorno la salute dei cittadini e l`ecosistema naturale, ma qualcosa si può fare per allontanare i rischi e aumentare il potere di autodifesa dei cittadini. I quesiti referendari sono stati elaborati da molte associazioni, come Codacons, Federconsumatori, Wwf, Altraagricoltura e ora anche la Margherita ha deciso di appoggiare il lavoro per la raccolta di firme in tutta Italia. L`obiettivo è di raggiungere quota 500 mila e per il Bellunese la Margherita si impegna a raccogliere 5 mila adesioni. Il tempo però stringe: il termine infatti è per il 7 agosto e chi fosse interessato può recarsi nelle maggiori piazze nei giorni di mercato al banchetto che verrà allestito, oppure dai prossimi giorni negli uffici comunali.
A spingere gli esponenti locali della Margherita c`è in particolare il progetto di realizzazione dell`elettrodotto Cordignano Lienz, che rischia di essere costruito, attraversando il territorio provinciale, nonostante l`opposizione di tutti i Comuni interessati.
«L`operazione Cordignano Lienz», spiega il coordinatore della Margherita Michele Dal Farra, «è irrispettosa perché sta escludendo gli enti locali. l`obiettivo del primo referendum è l`abrogazione di due norme che consentono di agire d`imperio: l`art. 119 il testo unico sulle acque e gli impianti elettrici e l`articolo 1056 del codice civile». Si tratta di norme sul cosidetto elettrodotto coattivo con cui si obbligano i privati a dare passaggio alle condutture elettriche.
Ma una nuova minaccia incombe sui Comuni: è la proposta di decreto legislativo del ministro Gasparri per la realizzazione di infrastrutture per le telecomunicazioni, che annulla competenze e poteri riconosciuti dalla Costituzione agli enti territoriali in materia di pianificazione urbanistica.
«Ancora una volta», continua Dal Farra, «si privilegiano gli interessi particolari a danno di quelli di tutti».
Il secondo quesito referendario chiederà l`abrogazione dell`articolo 33 del decreto Ronchi, relativo alle procedure semplificate per l`impiego degli inceneritori nello smaltimento dei rifiuti. In particolare si chiede di escludere il trattamento dei rifiuti per produrre combustibile da rifiuti, l`impiego del cdr negli inceneritori e la concessione di incentivi finanziari.
L`ultimo referendum si concentra sulla sicurezza alimentare e chiede di abrogare l`art. 5 della legge 283 del 1962 sull`uso di “sostanze per la difesa delle piante“ sulla possibilità di sottoporre al ministro della sanità la scelta dei limiti di tolleranza ai trattamenti in agricoltura.
Il consigliere regionale Guido Trento torna sulla Cordignano Lienz: «L`assessore Floriano Pra fa il tavolo per l`elettrodotto in regione. E` sufficiente che dica che non si deve fare visto che il governo è dalla sua stessa parte. E` ora di applicare la legge regionale sull`interramento delle linee e imporre la bonifica di quelle inutilizzate e pericolose. Dobbiamo proteggere il nostro ambiente, contro l`elettrosmog, ma anche contro gli inceneritori e gli alimenti dannosi».
Più possibilista sui rifiuti Renato Bortot, coordinatore di Legambiente, che all`invasione delle discariche preferirebbe gli inceneritori, ma insiste: «Bisogna intervenire a monte, con la raccolta differenziata e il riciclaggio e soprattutto continuare a cercare altre forme di smaltimento. In provincia l`ambiente va tutelato, perché è troppo delicato enoi dobbiamo puntare sul turismo».
De Pasqual del Comitato Stop Elettrosmog di Ponte nelle Alpi si chiede come mai all`incontro sulla Cordignano Lienz non siano stati invitati tutti i sindaci interessati (esclusi quelli di sinistra): «L`appuntamento è comunque utile per ribadire il no».
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