24 Febbraio 2015

Tre ore per un posto letto, odissea di un malato

Tre ore per un posto letto, odissea di un malato

.Penosa odissea di un paziente niscemese colto da emorragia cerebrale, costretto ad attendere per ore l’ eliambulanza che non arriva. Alla fine i sanitari del Basarocco decidono di trasferirlo presso un ospedale di Palermo, dove giunge a bordo di un’ ambulanza dopo un viaggio lungo circa 200 chilometri. Furibondo il sindaco di Niscemi Francesco La Rosa, che annuncia: “Adesso basta con la malasanità, è ora di finirla! Con la giunta adotteremo decisioni forti”. L’ amara vicenda inizia la notte scorsa, quando al pronto soccorso dell’ ospedale cittadino viene portato un uomo, E.C., 49 anni, con un’ emorragia cerebrale in atto, provocata da aneurisma. I sanitari del Suor Cecilia Basarocco lo prendono in cura e cercano di stabilizzare l’ ammalato, mentre nel frattempo scatta l’ emergenza per cercare un posto disponibile presso il reparto di rianimazione di uno degli ospedali metropolitani di eccellenza dell’ Isola. Una ricerca affannosa e complessa che dura tre ore. Alla fine, il po sto libero si trova alla Terapia Intensiva del Civico di Palermo. Sembra tutto finalmente risolto. Si attende solo l’ arrivo dell’ elisoccorso per portare con celerità il paziente intubato al capoluogo siciliano. Ma la fortuna non è dalle parte del povero ammalato. Dopo circa tre ore e mezzo dal lancio dell’ emergenza, si apprende che a causa delle condizioni meteorologiche avverse l’ elicottero del 118 non può alzarsi in volo. Così i medici del nosocomio niscemese prendono la drastica decisione di trasferire a Palermo il paziente, in condizioni di salute molto critiche, abordo di un’ ambulanza, tra le proteste e i sentimenti di rabbia dei familiari del povero ricoverato, i quali nella mattinata di ieri si sono recati dai carabinieri per denunciare l’ accaduto. L’ uomo è ora ricoverato in gravi condizioni. Ad avere vissuto, “in diretta”, la terribile avventura, a causa di una sanità sempre più da Terzo Mondo, è stato il sindaco Francesco La Rosa, che da quasi 40 giorni attua il presidio permanente dell’ Ospedale “Suor Cecilia Basarocco”, dove ha trasferito il suo Ufficio di gabinetto. “Sono arrabbiato anch’ io per quanto è accaduto – ha dichiarato il primo cittadino – e di cui sono stato testimone. Sinceramente non ci sono parole che possano bastare per esprimere tutta l’ amarezza, il rammarico e la rabbia che provo per una sanità che privilegia solo gli ospedali delle aree metropolitane, come se in tutti gli altri Comuni dell’ Isola vi siano cittadini di serie B che possono rischiare anche di morire”. E poi aggiunge: “È una vergogna contro la quale non ci rassegneremo mai. Continuerò a lottare. Con la Giunta adotteremo una decisione forte. Non si riesce a capire perché, nonostante il nostro Comune sia dotato di un’ elisuperficie abilitata all’ atterraggio non vi sia stata l’ immediata disponibilità dell’ elisoccorso”. Sulla vicenda interviene anche il Codacons: “Ancora un caso di mala sanità gravissimo in Sicilia, che dimostra come nonostante la tragedia della neonata di Catania deceduta per mancanza di posti letto in ospedale, niente sia stato fatto per migliorare il servizio. Questo dimostra come sulla sanità siciliana si facciano solo chiacchiere e lacrime di coccodrillo”. (*SF*)
 
 

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