8 Novembre 2015

Tre milioni di famiglie in crisi sul fronte casa

Tre milioni di famiglie in crisi sul fronte casa
per l’ istat il 12%
dei nuclei è in difficoltà per pagare bollette, mutui e affitti pesano
anche le tasse: nel 2015 ogni italiano sborserà 8mila euro a testa

di Marianna Bruschi wROMA Ci sono tre milioni di famiglie che non riescono a stare al passo con le spese per la casa. Non sempre le scadenze delle bollette vengono rispettate, la rata del mutuo rischia di saltare, l’ affitto slitta. Le difficoltà ci sono perché queste spese incidono parecchio: le famiglie, in media secondo i dati dell’ Istat, spendono il 14,5 per cento del loro reddito netto mensile per le loro abitazioni. Un peso non sempre sostenibile. Anche perché alla voce “uscite” nei bilanci degli italiani c’ è anche la quota tasse. Sono 8mila euro all’ anno secondo l’ ultimo studio della Cgia di Mestre. Tre milioni in crisi. L’ Istat ha presentato una relazione durante le audizioni in Parlamento sulla legge di Stabilità. Un documento che contiene la fotografia di un Paese ancora in crisi sul tema «casa», punto chiave anche della manovra. Qualche dato. Le famiglie italiane in difficoltà con il pagamento delle spese per la casa sono circa 3 milioni, l’ 11,7% del totale. Questa la stima dell’ Istituto di statistica con i dati relativi al 2014. In particolare, il 10,2% delle famiglie si è trovata in ritardo con i pagamenti delle bollette, tra le famiglie in affitto il 16,9% si è trovata in arretrato con il pagamento, mentre il 6,3% dei nuclei con il mutuo da pagare si è trovato in arretrato con la rata. I ritardi sono legati «all’ onerosità delle spese e, in particolare, alla loro incidenza sul reddito disponibile». I redditi bassi i più colpiti. Le categorie di famiglie maggiormente interessate dal problema sono quelle della fascia di reddito più povero (29,2% sono state in arretrato con le spese per la casa, pari a 1 milione e 505mila famiglie) e, più in generale, quelle in affitto (27,6%, 1 milione e 320mila) o quelle gravate da un mutuo per la casa (14,8%, 561mila). Le spese per l’ abitazione (si va dal condominio al riscaldamento, le bollette, la manutenzione ordinaria, affitto o mutuo) costituiscono una delle voci principali del bilancio familiare. Nel 2014 – riporta l’ Istat – l’ esborso medio di una famiglia per queste spese è stato di 357 euro mensili, a fronte di un reddito netto di 2.460 euro mensili, con un peso del 14,5%. Ancora una volta ci sono differenze tra le regioni. Le spese sono più onerose al Nord (15,2%) e nei comuni centri di aree metropolitane (16,1%). Codacons: allarme morosità. «La crisi economica degli ultimi anni ha fortemente impoverito le famiglie, al punto da rendere insostenibile anche il pagamento delle bollette di luce, acqua e gas – dice il presidente del Codacons, Carlo Rienzi – anche l’ Istat conferma l’ allarme morosità lanciato dalla nostra associazione nel 2014. Chi ha fatto maggiormente le spese di tale situazione negativa sono stati i nuclei a basso reddito e le famiglie numerose, che versano in condizione di difficoltà nel saldo delle fatture». Sul fronte casa il presidente del Codacons chiede agevolazioni per i morosi, ma resta sulle spalle degli italiani il macigno delle tasse. Se ne pagano, annualmente, un centinaio. Le ha catalogate la Cgia di Mestre: nel 2015 ogni italiano pagherà in media 8 mila euro di imposte e tasse, si sale velocemente a 12mila euro considerando anche i contributi previdenziali. Quelle che gravano di più sui conti delle famiglie sono Irpef e Iva: la prima garantisce alle casse dello Stato un gettito che supera i 161 miliardi di euro, mentre la seconda sfiora i 97 miliardi di euro. Sulle 100 tasse degli italiani la Cgia ha stilato anche una piccola mappa delle curiosità: la più singolare è quella applicata dalle regioni sulle emissioni sonore degli aeromobili; tra le più stravaganti le imposte sugli spiriti (distillazione alcolici) e quelle sui gas incondensabili. @mariannabruschi ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
marianna bruschi

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