19 Agosto 2009

Tre inchieste sulla strage di New York

Dagli Usa prime risposte alla Procura

Arrivano alla Procura di Bologna le prime risposte sulla tragedia dell’Hudson. L’ambasciatore italiano negli Stati Uniti, Giovanni Castellaneta, martedì ha infatti inviato via fax le informazioni richieste dai pm Luigi Persico e Morena Plazzi all’indomani dell’incidente aereo di New York che lo scorso 8 agosto è costato la vita a cinque bolognesi. Nello scontro tra un elicottero e un Piper, sono morti Michele Norelli e il figlio Filippo, di Castel Maggiore, insieme a Fabio Gallazzi, la moglie Tiziana Pedroni e il figlio Giacomo, di San Lazzaro di Savena.  Lo spazio di manovra della Procura, viste le ridotte competenze giudiziarie, in un caso del genere è molto ristretto, ma piazza Trento e Trieste ha comunque aperto un’inchiesta ipotizzando i reati di disastro aereo colposo e omicidio colposo plurimo, dopo l’appello pubblico lanciato dal Codacons. Trattandosi di reati commessi all’estero da stranieri a danno di italiani, la Procura non può fare quasi nulla. In realtà, il vero intento dei magistrati è di essere utili alle due famiglie bolognesi. La Procura è infatti a disposizione delle famiglie delle vittime per fare da tramite con l’ambasciata italiana negli Usa e le autorità statunitensi. A riferirlo è lo stesso pm Persico, in questi giorni a capo dell’ufficio in assenza del procuratore reggente Massimiliano Serpi. Qualora i familiari dei Galazzi e dei Norelli volessero mettersi in contatto, le porte della Procura sono insomma aperte. Anzi, spalancate. Tornando all’inchiesta, a Persico è arrivato appunto il fax firmato in calce da Castellaneta. Nel documento sono indicati i referenti dell’indagine tecnica in corso alla Federal aviation administration (l’agenzia del Dipartimento dei trasporti statunitensi che disciplina il traffico aereo civile su New York) e quelli dell’inchiesta affidata al National transportation safety board (l’agenzia investigativa del governo che indaga in casi di incidenti aerei), mentre nessuna procura distrettuale oltreoceano è stata ancora investita ufficialemente del caso. L’ambasciatore, inoltre, indica i responsabili delle due società di proprietà rispettivamente dell’elicottero su cui viaggiavano le vittime (la Liberty tours) e del Piper che si è scontrato in volo (la Lca). Ultimo capitolo, gli avvocati. Persico e Plazzi avevano chiesto se fosse già stato nominato un avvocato di New York a tutela delle famiglie bolognesi. Castellaneta ha fatto sapere che il legale non è stato ancora nominato, ma che a breve il consolato incontrerà una serie di qualificati avvocati di New York. Poi trasmetterà alle famiglie l’elenco e loro potranno scegliere da chi farsi assistere per tutte le pratiche. Ovviamente, gli strascichi giudiziari della tragedia saranno lunghi e complicati. Bisognerà chiarire, in primis, chi ha provocato fra i due velivoli lo schianto. Poi valutare se sussistano responsabilità da parte delle autorità preposte al controllo aereo. E, in caso positivo, processarle negli Stati Uniti. Infine, quantificare i risarcimenti e attribuirne l’onere alle società in base al grado di responsabilità. Tutte questioni legali che non potranno alleviare il grande dolore dei familiari degli scomparsi. Ma che almeno potranno rispondere alla richiesta di giustizia già avanzata pubblicamente dai parenti delle vittime.

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