Travolge ciclisti e fugge L’ accusa: omicidio stradale
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fonte:
- Alto Adige
- Corriere delle Alpi
- Gazzetta di Mantova
- Gazzetta di Modena
- Gazzetta di Reggio
- Il Centro
- Il Mattino di Padova
- Il Piccolo
- il Tirreno
- La Città di Salerno
- La Nuova Ferrara
- La Nuova Sardegna
- La Nuova Venezia
- La Provincia Pavese
- La Tribuna di Treviso
- Messaggero Veneto
- Trentino extra
donna investe
sull’ aurelia un gruppo di cicloamatori: un morto e 2 feriti gravi
prima scappa, poi si consegna ai carabinieri. saranno appllicate le
nuove norme
ROMA Travolge un gruppo di ciclisti uccidendone uno e fugge via «per paura», come ha ammesso ore dopo quando si è presentata in caserma dai carabinieri che l’ hanno denunciata per omicidio stradale. Si tratta, probabilmente, del primo caso del genere da quando, due giorni fa, è entrata in vigore la nuova legge che prevede – in caso di condanna – una pena non inferiore a cinque anni per essersi data alla fuga dopo l’ incidente. L’ episodio è di ieri mattina: un gruppo di ciclisti, tutti ultrasessantenni, si sta allenando lungo la via Aurelia, una delle più insidiose e trafficate strade consolari a sud della Capitale. Hanno approfittato del soleggiato sabato di Pasqua per una sgambata, quando all’ improvviso – all’ altezza del chilometro 17, in zona Castel di Guido – un fuoristrada di colore bianco, probabilmente in fase di sorpasso, li investe e fugge via. Tre di loro restano a terra, due in gravi condizioni, uno invece senza particolari conseguenze. Un altro amatore, un 76enne, viene invece sbalzato in un dirupo da dove viene imbracato e trasportato in ospedale dall’ eliambulanza. Purtroppo morirà qualche ora dopo all’ Aurelia Hospital. I suoi due amici, di 68 e 71 anni, sono invece ancora ricoverati in gravi condizioni al San Camillo. La donna, una 52enne della zona sulle cui tracce si erano già messi i vigili urbani, si presenta più tardi alla caserma dei carabinieri di Montespaccato: i militari la denunciano per omicidio stradale. Sottoposta ai test per alcol e droga, è risultata negativa. Invoca una «punizione esemplare» l’ associazione dei consumatori Codacons. «Occorre prima di tutto rieducare gli automobilisti, che fino ad ora potevano farla franca e cavarsela senza scontare nemmeno un giorno di galera anche in caso di uccisione di ciclisti e pedoni, – afferma il presidente Carlo Rienzi – poi, attraverso l’ applicazione delle nuove disposizioni normative, un pugno di ferro contro i criminali della strada che deve servire da deterrente e ridurre il numero di incidenti in città». Nel 2015 sono stati 87, contro i 99 dell’ anno precedente, i ciclisti morti in un incidente stradale. Di questi, 19 sono stati vittime di pirateria stradale. Un numero elevato, che forse le nuove norme sull’ omicidio stradale contribuiranno a far diminuire. L’ omicidio stradale è infatti diventato un reato a sé, graduato su tre varianti. In particolare, resta la pena già prevista (da 2 a 7 anni) nell’ ipotesi base, quando cioè la morte sia stata causata violando il codice della strada. Con le nuove regole chi uccide una persona guidando in stato di ebbrezza grave, con un tasso alcolemico oltre 1,5 grammi per litro, o sotto effetto di droghe, rischierà da 8 a 12 anni di carcere. Sarà invece punito con la reclusione da 5 a 10 anni l’ omicida il cui tasso alcolemico superi 0,8 g/l oppure abbia causato l’ incidente per condotte di particolare pericolosità. La pena può aumentare della metà se a morire è più di una persona: in quel caso il colpevole rischia fino a 18 anni di carcere.
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