24 Novembre 2020

Trasporti, sciopero bianco bus pieni a riscjio contagio

IL CASO R O M A La terza linea della metropolitana di Roma è rimasta chiusa ieri per tutta la mattina non per un guasto o per un’agitazione sindacale proclamata seguendo la legge.Ma perché seidegli otto addetti al controllo, in gergo gli agenti di linea, necessari al funzionamento non si sono presentati al lavoro: meglio, si sono dati malati senza dare all’azienda il tempo di sostituirli. Malattie dietro le quali molti sospettano uno sciopero bianco. Risultato? La linea C ha aperto soltanto alle 10.30 e per cinque ore i pendolari che usano questa direttrice per raggiungere la periferia Est della Capitale al Centro si sono affollati sulle banchine degli autobus, in attesa delle poche navette disponibili per portali a destinazione. anche su questi mezzi si sono avuti ulteriori assembramenti, non certamente la situazione ottimale in tempo di Covid, con la curva dei contagi ancora alta e la necessità sempre più impellente di mantenere il distanziamento minimo. IL RICATTO Atac ha parlato ufficialmente di stop a «causa indisponibilità di personale». Ma ha subito fatto sapere che «l’azienda sta controllando i documenti giustificativi giunti da parte del personale assente, anche per valutare eventuali azioni davanti alle autorità». Ufficiosamente alcuni dirigenti spiegano: «Si è trattato di uno sciopero bianco, di una forma di pressione, anzi di un ricatto da parte di alcuni dipendentiin un momento in cui si è aperto un tavolo sindacale molto delicato». Per la cronaca, gli agenti di linea – un’ottantina soltanto sulla linea C – chiedono indennità più alte e un aumento del numero degli addetti per questa mansione centrale per il funzionamento della terza metropolitana romana, visto che controllano la movimentazione di una metro automatizzata e intervengono, salendo a bordo, in caso di guasti. Non usa il termine «sciopero bianco», ma guarda in questa direzione l’assessore ai Trasporti del Campidoglio, Pietro Calabrese. Durissimo contro i lavoratori che hanno marcato visita: «Quanto accaduto stamattina sulla Metro C è ingiustificabile: parte del personale di stazione non si è presentato a lavoro impedendo di fatto l’apertura in sicurezza della linea. Un comportamento che ha provocato un’interruzione di servizio pubblico inaccettabile». Per poi concludere: «Atac (controllata dal Comune, ndr) ha avviato un’indagine interna e sta svolgendo tutti gli approfondimenti del caso. Questo vuol dire che l’azienda valuterà anche azioni legali neiconfronti di questi dipendenti. Saranno individuate leresponsabilità e le pene saranno esemplari. Questo episodio è uno schiaffo in faccia alla città e ai romani, che ogni giorno si recano a lavorocon responsabilità». Anche il Garante degli scioperi ha acceso un faro e ha chiesto alla municipalizzata – l’attende entro le 11 – una relazione dettagliata per capire se si è trattato di un’agitazione non autorizzata e soprattutto non comunicata. Il Codacons, invece, ha annunciato unesposto. Al momento soltanto parte del sindaco esclude lo sciopero bianco. Dalla Filt Cgil parlano «di assenze legate a motivi di salute». Fatto sta che le prime ricostruzionilasciano aperti molti dubbi. sei lavoratori – che si sono aggiunti ad altrettanti che erano già in malattia – hanno inviato i certificati medici necessari tra le 22 di domenica sera e le 4 di ieri mattina. Cioè neanche mezz’ora prima dell’inizio del turno. Fatto sta che verso le 5 di ieri mattina l’Atac l’azienda dei trasporti capitolina, ha scoperto di avere a disposizione soltanto due degli 8 agenti di linea necessari per far funzionare la Metro C ed è stata costretta a sospendere il servizio. DOMANI SI REPLICA Domani intanto il trasporto pubblico si ferma per 4 ore per uno sciopero – autorizzato – dell’Usb che rischia di creare ulteriori assembramenti in una fase delicata come questa. Intanto, quanto avvenuto ieri, finisce per scatenare forti polemiche contro la giunta Raggi e la stessa Atac, che sconta non pochi probleminella gestione del suo personale. Durissimo il Pd capitolino in una nota: «Anziché evitare assembramenti, l’amministrazione Raggi li incentiva». Il renziano Luciano Nobili parla di «uno scandalo nazionale che ha prodotto enormi disagi» e chiede alla sindaca di riferire in Parlamento. Carlo Calenda, candidatosial Campidoglio per Azione, nota che «i romani vengono piantati in asso da un’amministrazione inetta e incapace.

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