17 luglio 2017

Trasporti, a Roma fuga dai mezzi pubblici: “Passeggeri diminuiti del 6 per cento”

Sempre meno romani scelgono di avventurarsi su bus e metro per spostarsi in città. E come dargli torto dati i continui disservizi che riempiono le cronache dei trasporti capitolini, tristemente celebri per guasti e ritardi quotidiani. A certificare la sempre maggiore disaffezione è l’ Istat, che in settimana ha aggiornato i dati sulla “mobilità urbana” al 2015: Roma registra un meno 6 per cento di passeggeri.”Dopo la debole ripresa del 2014, torna a calare la domanda di trasporto pubblico locale (Tpl) nei capoluoghi di provincia, pari a 186,8 passeggeri per abitante contro i 189,5 dell’ anno precedente. La flessione è spiegata quasi interamente dalle forti variazioni di segno opposto registrate a Roma e Milano (-6 e +4,1% di passeggeri trasportati, rispettivamente)” spiega l’ Istituto.Insomma sul calo complessivo pesa molto il ribasso registrato proprio nella Capitale. Flessione solo parzialmente controbilanciata dal rialzo registrato nella città lombarda.Giovedì nero per la CapitaleE a proposito di disagi e disservizi sul fronte del trasporti romani, si profila un pessimo giovedì. Quattro le agitazioni che faranno tremare le gambe a chi di solito si muove con i mezzi pubblici. A fermarsi gli aderenti a Faisa Confail e Sul (sciopero nazionale) e di Orsa e Usb (stop locali).
Puntuale la polemica delle associazioni dei consumatori. Il Codacons chiede la precettazione dei lavoratori: “Siamo oramai all’ assurdo – afferma il presidente Carlo Rienzi – i sindacati dei lavoratori hanno proclamato una nuova giornata di protesta, la terza in meno di un mese, che finirà per paralizzare la città a creare disagi enormi agli utenti, ancora una volta ostaggi delle vertenze sindacali. Questa volta però il Prefetto di Roma deve intervenire a salvaguardia della capitale, dei turisti e dei cittadini. Chiediamo in tal senso alla Prefettura di vietare lo sciopero di giovedì prossimo e precettare tutti i lavoratori Atac, costringendoli a garantire il servizio agli utenti che non può essere interrotto con tale frequenza, trattandosi di un servizio pubblico indispensabile per cui i cittadini pagano abbonamenti”.