15 Giugno 2010

TRASPORTI: RISCHIO COMMISSARIAMENTO CONSORZIO UNICOCAMPANIA

Aziende di trasporto a rischio commissariamento. Si accende lo scontro tra la Regione e il Consorzio Unicocampania sul pericolo di annullamento della tariffazione comune. A scatenare la polemica lo stop di Palazzo Santa Lucia allo stanziamento di 11 milioni di euro che rappresentano parte della quota aggiuntiva (14 milioni) finora destinata ogni anno dalla giunta Bassolino alle società che fanno parte del Consorzio: il credito vantato è di circa 67 milioni. A rispondere all’allarme lanciato dalle aziende attraverso il Mattino è l’assessore ai Trasporti (e senatore del Pdl) Sergio Vetrella, che chiarisce: «Ho ereditato una situazione pesantissima. Allo stato non esiste alcun accordo tra la Regione e il Consorzio che ci obblighi a coprire le perdite. Dal 2005, infatti, l’esecutivo ha stanziato 44 milioni e 540mila euro esclusivamente come contributo a sostegno della tariffazione comune». Da qui l’affondo del successore di Cascetta: «Mi sembra strano che dopo tanti anni le aziende di trasporto sollevino il problema solo a pochi giorni dall’insediamento della nuova giunta». Vetrella si dice pronto a mantenere il biglietto Unico, ma solo a precise condizioni: «Il sistema va sicuramente difeso, però non può e non deve più reggersi su una gestione inefficiente, le cui perdite gravino sui contribuenti. Mi impegno dunque a considerare l’efficacia dell’attuale e complessa struttura del Consorzio, all’interno del quale ci sono ben cinque società partecipate al cento per cento dalla Regione, così come stiamo valutando con rigore la gestione e i bilanci delle società stesse, in un momento di particolare difficoltà dovuta alla crisi economica generale e allo sforamento del patto di stabilità. Dovremo fissare nuove regole mediante un vero e proprio accordo tra le parti». Per le aziende in rosso si profila il commissariamento: «Stiamo verificando – annuncia – se eventuali passività delle partecipate risultino già nel bilancio della Regione o se si dovranno sommare a quanto la giunta Bassolino ha approvato, portando allo sforamento del patto di stabilità. Su questa base andrà giudicata la “qualità” degli amministratori che abbiano portato le loro aziende a significative perdite». E se nel frattempo qualcuno decidesse di lasciare il Consorzio? «A quel punto, nell’ambito dell’accordo, si deciderà quale dovrà essere la partecipazione della Regione per consentire il mantenimento del servizio, tenendo in conto anche un’appropriata politica tariffaria» aggiunge l’assessore. Le associazioni dei consumatori, intanto, insorgono. Antonio Di Gennaro, responsabile di Assoutenti Napoli, invita Vetrella a «incentivare il trasporto pubblico riducendo viceversa i costi eccessivi del comparto. Il sistema – afferma – va riorganizzato. È assurdo che solo in provincia di Napoli ci siano 14 imprese diverse». D’accordo Benedetto Di Meglio, direttore dell’Osservatorio socio-economico e dei consumi: «Fino ad oggi gli errori di altri sono ricaduti sulle tasche dei cittadini. Non deve più accadere. Invito, pertanto, la giunta a non compiere scelte sbagliate». Giuseppe Ursini, vicepresidente nazionale del Codacons, è categorico: «Si tratta di una vera e propria truffa nei confronti dei consumatori, che pagano biglietti e abbonamenti ma in cambio ottengono disagi, incertezza e scarsa qualità dei servizi». Secondo il segretario territoriale Ugl di Napoli Francesco Falco, invece, «il biglietto Unico è un’esigenza sociale e va salvaguardato. La colpa è dell’asse Bassolino-Cascetta che ha causato danni e voragini nei conti». Per il consigliere regionale del Pd Mario Casillo «il sistema ha rappresentato nei trasporti una svolta storica in Campania. Sarebbe grave se venisse soppresso». Infine il capogruppo della lista Caldoro, Gennaro Salvatore: «Bisogna fare chiarezza fino in fondo sulla gestione del Consorzio»

  

 

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