18 Gennaio 2016

TRASPORTI: PREZZO PETROLIO CROLLA DEL 74% MA COMPAGNIE AEREE CONTINUANO AD APPLICARE LA TASSA PER ADEGUAMENTO CARBURANTE

    TRASPORTI: PREZZO PETROLIO CROLLA DEL 74% MA COMPAGNIE AEREE CONTINUANO AD APPLICARE LA TASSA PER ADEGUAMENTO CARBURANTE

    PER PASSEGGERI MAGGIORE ESBORSO PARI A 4 MILIARDI DI DOLLARI SOLO NEL 2015. CODACONS CHIEDE AD ANTITRUST DI INTERVENIRE

    Tra il 2014 e il 2015 il prezzo del petrolio è sceso costantemente e notevolmente, passando dai 110 dollari al barile di maggio 2014 ai circa 28 dollari al barile di questi giorni, con un decremento del -74%. Tuttavia gli utenti del trasporto aereo continuano ancora oggi a pagare la sovrattassa per “adeguamento carburante”, introdotta 10 anni fa dalle compagnie aeree per difendersi dai forti rincari delle quotazioni. In alcuni casi, addirittura, la tassa è aumentata.
    Lo denuncia oggi il Codacons, che chiama in causa il “Fuel Surcharge”, ossia la sovrattassa per adeguamento carburante applicata dalle compagnie aeree ai passeggeri, direttamente sul costo del biglietto.
    Si tratta di un balzello a carico dei viaggiatori, che pesa dai 25 euro a biglietto per le tratte brevi fino a 450 euro per i viaggi più lunghi. Una spesa che, almeno sulla carta, dovrebbe essere indicizzata alle quotazioni del petrolio, ma che sembra essere utilizzata dai vettori aerei per adeguare i prezzi solo al rialzo, con un evidente danno per l’utenza.
    I numeri parlano chiaro – denuncia l’associazione dei consumatori – L’International Air Transport Association (Iata) ha dichiarato che per il 2015 il guadagno extra per le compagnie legato al minor costo del carburante sarebbe stato pari a 4 miliardi di dollari rispetto al 2014. Soldi che dovrebbero rientrare nelle tasche dei passeggeri aerei attraverso un abbattimento della Fuel Surcharge, ma che in realtà vengono intascati dai vettori attraverso il mantenimento della tassa di adeguamento carburante. Solo alcune compagnie asiatiche hanno ridotto l’entità della sovrattassa; alcuni vettori le hanno semplicemente cambiato nome, mentre altri l’hanno addirittura aumentata: alcune indagini di settore hanno evidenziato come sulla tratta Milano-Roma-Algeri andata e ritorno, il fuel surcharge  sia aumentato dai 66 euro del 2014 agli 88 euro del 2015; per il volo Istanbul-Milano sarebbe passato 66 a 82 euro.
    Il Codacons ha deciso dunque di chiedere l’intervento dell’Antitrust, affinché apra una indagine per verificare se l’applicazione della tassa per adeguamento carburante a fronte del crollo delle quotazioni del petrolio del 74%, possa rappresentare una pratica illecita a danno dei consumatori, sanzionando pesantemente i responsabili.

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