Trasporti, ospedali, scuole: l?Italia dei disagi
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fonte:
- Il Messaggero
I consumatori: qualità scadente, poca trasparenza. Inflazione? Tre volte quella ufficiale
ROMA? Inflazione al 2,8 per cento come dicono le cifre ufficiali? No, alzate un po? il tiro. 3,5? Forse 4? No, più su. 5, 6, addirittura 7 per cento come nei begli anni andati? Ancora un piccolo sforzo e un rullo di tamburi: fra l?8 e il 10 per cento. Non lo dice un reduce dalle libagioni natalizie, ma Cittadinanzattiva, una delle tredici associazioni di difesa del consumatore – fra le altre, Codacons e Adusbef – che formano il Consiglio nazionale dei consumatori e degli utenti presso il ministero delle Risorse produttive. Il suo centro servizi (Progetto integrato di tutela) è sostenuto dalla Commissione europea e il responsabile, Giustino Trincia, è un signore che appena nota un segno più davanti a un numero vede rosso e cerca di capirne l?origine, spesso misteriosa per il consumatore, molto meno per il commerciante.
“L?anno nero dei diritti“ ha definito Cittadinanzattiva questo 2002 che sta scemando, e via con un elenco di cose che non vanno, più lungo delle accuse di Bush a Saddam. Molte di queste sorprese sono sotto gli occhi di tutti appena ci avviciniamo a un negozio, a un ufficio pubblico o a un ospedale; altre richiedono probabilmente studi più approfonditi; altre ancora sono in corso di elaborazione e saranno il regalo del 2003. Lo volete subito? Dopo che i prodotti scolastici sono aumentati del 20 per cento, alimentari, scarpe, tempo libero e tariffe pare si siano adeguati in pari misura. E le banche? Fra qualche giorno uscirà uno studio da cui risulta che le cinque con i costi di gestione più bassi hanno però i costi più elevati per la chiusura del conto.
Caro prezzi – Non è tutta colpa dell?euro. Come mai, altrimenti, la moneta unica ha fatto aumentare mediamente i prezzi europei dello 0,2 per cento, mentre in Italia il balzo è stato attorno all?1 per cento? «Il cattivo esempio l?ha dato lo Stato, alzando di punto in bianco i prezzi delle lotterie» accusa Cittadinanzattiva. E il blocco delle tariffe? Lo stesso effetto di un bicchier d?acqua, mentre da gennaio costeranno più cari gas e autostrade. Naturalmente a parità di servizi offerti.
Mancanza di controlli – Senza far passare tutti i commercianti per grassatori, ciascuno vede che la filiera di produzione fa acqua. Diversi prezzi sono saliti da mille lire a un euro nello spazio di una nottata; la raccomandazione di mantenere per sei mesi la doppia indicazione di prezzo è caduta nel nulla; in mancanza di sanzioni, ci hanno rimesso i commercianti onesti. Da qualche parte spunta il tipo bizzarro che accetta di nuovo le lire prima che vadano al macero, una scemata che ha però anche l?aria della protesta.
Assicurazioni – In dieci anni la polizza Rc auto è rincarata del 162 per cento. «Colpa della scarsa concorrenza. Anche se le compagnie sono numerosissime, la tendenza agli aumenti è generalizzata», denunciano i normalizzatori. Solo un quarto dei consumatori, inoltre, ritiene che la polizza sia chiara.
Telefono – La metà degli utenti che protestano segnalano controversie con il gestore. Per quanto riguarda i cellulari, è come addentrarsi nell?Amazzonia: offerte di tutti i tipi, trasparenza molto dubbia.
Trasporti – Un macello. Il termine non è scientifico, ma quanto accade è drammatico: l?80 per cento delle segnalazioni riguarda i treni per ritardi, disagi, scarsa igiene, affidabilità dubbia.
Energia – Scarsa qualità del servizio (58 per cento dei reclami), soprattutto per l?elettricità. Acqua che smette di uscire dal rubinetto (27 per cento dei reclami) o non potabile (12 per cento), tariffe elevate e bollette criptate (10 per cento).
Uffici postali – I cittadini si lamentano della bassa qualità e del personale razionato. E 2400 uffici postali su quattordicimila sono a rischio chiusura perché non considerati in grado di garantire condizioni di equilibrio economico.
Perché raccogliere tutta questa massa di proteste e ricavarne una fotografia così nera? Le associazioni di difesa del consumatore non sono dei buoni samaritani, ma con la crisi di rappresentatività di partiti, sindacati e associazioni, il volontariato è diventato un punto di riferimento cardinale anche nella lotta di Davide contro Golia. Chi tutela il diritto del cittadino all?accesso alle informazioni? Chi quello alla sicurezza? A Cittadinanzattiva operano cinquantamila persone in venti sedi regionali e trecento territoriali in tutt?Italia e una delle ultime iniziative è stata la creazione di un centro di ascolto per i terremotati di San Giuliano di Puglia, che possono sapere così come accedere ai finanziamenti. «Fornire ai cittadini gli estremi per fare da soli, altrimenti aiutarli», dicono i volontari, supportati da 250 legali, che hanno raccolto quattordicimila segnalazioni in campo sanitario e settemila da parte di consumatori.
Sanità – Il Tribunale per i diritti del malato è uno dei riferimenti principali dei malati cronici, che aumentano in un Paese che invecchia. La scarsa assistenza ne rende invalidi un terzo, la mancanza di fondi dà altri scossoni. Poi ci sono le liste d?attesa per le cure, a volte ingiustificate, e gli errori medici, spesso irreparabili. Cosa succederà con la devolution dal 2003? Le associazioni del terzo settore, del volontariato, sono pessimiste, perché con il superamento del servizio sanitario nazionale resterà sì l?articolo 32 della Costituzione, ma non le leggi nazionali che lo sostengono.
Il Italia ci sono quasi due milioni di disabili, in buona parte oltre i 65 anni e soli nel 28 per cento dei casi, poveri nel 42 per cento. Hanno spesso difficoltà a usufruire dei servizi, lamentano il cattivo funzionamento di ciò che hanno a disposizione, la metà delle lamentele riguarda la riabilitazione a domicilio, un altro bel numero i ticket che proliferano.
Soprattutto le persone anziane non si orientano nella giungla sanitaria, a causa di informazioni frammentarie o inadeguate. Chi è costretto a lasciare l?ospedale è del tutto autonomo in meno di un terzo dei casi e i bisogni della terza età sono destinati ad aumentare nei prossimi anni.
Giovani – Sono la speranza di sempre. Lo statuto degli studenti, in vigore dal ?98, non viene però diffuso o discusso nelle scuole, dove spesso i ragazzi non sono coinvolti nei piani formativi. Non stupisce che l?educazione civica non trovi spazio se non in una scuola su due. Che Paese dobbiamo aspettarci, allora, se non quello in cui per i diritti ogni anno è sempre più nero?
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