3 Ottobre 2012

Trasporti nel caos Lavoratori dal2007 senza contratto

Trasporti nel caos Lavoratori dal2007 senza contratto

Lo sciopero dei mezzi pubblici che ieri ha coinvolto per tutta la giornata l’ intero territorio nazionale ha generato, come previsto, numerosi disagi ai cittadini. In alcuni casi, anzi, il blocco dei trasporti e la conseguente rabbia degli utenti hanno portato a veri e propri disordini. Come a Milano, dove alcuni pendolari hanno forzato i cancelli della metropolitana rossa per riuscire a prendere l’ ultimo treno alla stazione Duomo, mentre nei pressidella fermata Lima due convogli sono rimasti a lungo bloccati sui binari, scatenando il panico tra i passeggeri che numerosi hanno fatto partire chiamate al 118. La cronaca della giornata di traffico e disagi per gli utenti è la stessa già vissuta in occasione di altre mobilitazioni unitarie del trasporto pubblico locale. E, purtroppo, anche le motivazioni alla base dello sciopero indetto ieri da Filt -Cgil, Fit -Cisl, Uiltrasporti, Ugltrasporti e Faisa -Cisal sono le stesse già proclamate e rivendicate più volte in questi anni dai 180mila lavoratori del settore, che ancora non vedono rinnovare il proprio contratto scaduto nel lontano 2007. Le associazioni datoriali rifiutano il confronto, le istituzioni lamentano i tagli alle risorse e restano inerti, e nel frattempo i servizi si avviano al declino. que, in alcun modo giustificabili, blocchidel servizio al di fuori delle regole, che i sindacati ben conoscono ». Intanto la protesta di ieri ha ottenuto adesioni «altissime », con punte, secondo i sindacati, che hanno raggiunto il 90 -95 %. «È un contratto che non si rinnova dal 2007, inevitabile fare pressioni» ha detto la leader Cgil, Susanna Camusso. «Il governo ha alzato le accise per sostenere il trasporto pubblico, ma quei soldi non si sono mai visti ed è peggiorato il servizio ». E mentre imprese del settore ed istituzioni continuano lo scaricabarile delle responsabilità, si muovono le associazioni dei consumatori, per chiedere ai sindacati di «attuare in futuro forme di protesta che non danneggino l’ utenza, e al governo sanzioni salate nei confronti dei datori di lavoro i quali, attuando comportamenti illegittimi sul fronte contrattuale, portano i lavoratori a scioperi ad oltranza». Al proposito, hanno convocato un tavolo di discussione con tutte le parti coinvolte per il prossimo 7 novembre.

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