24 Dicembre 2009

Trasporti in tilt, il Nord si paralizza

 MILANO Dal punto di vista ufficiale, ieri i trasporti erano in ripresa dopo il delirio da nevicata. I treni ricominciavano a muoversi, gli aerei sono tornati a decollare e atterrare, le strade sono spazzate. In via ufficiale. Nella realtà, le gelate di ieri mattina hanno paralizzato la stazione centrale di Milano, accalcata di migliaia di viaggiatori esasperati in attesa del treno, dove è partita anche una rissa con tanto di sganassoni degni di un film di Bud Spencer e Terence Hill. All’ aeroporto milanese di Linate è follia. Prima, la beffa degli spazzaneve mobilitati dalla Sea: lunedì la neve era stata accumulata nel luogo più assurdo per un aeroporto, a ridosso delle luci pista, nascondendole; gli aerei nel "finale" della discesa non vedevano l’ aeroporto; l’ Enac ha dovuto chiudere la pista 36 per qualche ora. Poi, ieri, la pazzìa delle code. Centinaia di viaggiatori sono stati abbandonati a loro stessi nell’ aeroporto senza informazioni tranne quelle sporadiche di qualche addetto di buona volontà, finché è dovuta intervenire l’ Enac che ha spedito a Milano il direttore generale, Alessio Quaranta, e ha diffuso comunicati periodici ai viaggiatori sui voli. Le partenze vengono rinviate di giorni, ma le compagnie aeree assicurano che terranno salvi i biglietti. Aerei a terra I mancati arrivi da altri aeroporti hanno spezzato la catena di decolli e atterraggi. A Linate scarseggia il liquido sghiacciante. La Sea ha mobilitato 800 persone e 350 mezzi per spazzare neve e ghiaccio accumulati ai bordi di piazzole e raccordi. A Verona e alla Malpensa un centinaio di passeggeri moldavi aspettano da lunedì i voli Meridiana per Chisinau, annunciati e annullati molte volte; stamane (forse) riusciranno a partire. Ferrovie al gelo Drammatico l’ esempio dell’ intercityche sarebbe dovuto partire ieri mattina da Milano Centrale per Lecce: è partito con 5 oree 40 minuti di ritardo in mezzo a una folla esasperata;c’ è stata anche una zuffa. Il comune di Milano ha chiesto alla protezione civile di portare generi di conforto ai viaggiatori. Secondo le Ferrovie, ritardi e cancellazioni dei convogli sono «la scelta concordata con le istituzioni e la Protezione civile di non sospendere lacircolazione,come invece av-venuto all’ estero, e di far viaggiare comunque il maggior numero di treni possibile, seppur con ritardi talvolta anche consistenti, ha permesso di mantenere i collegamenti fra le città in un periodo di pre-festività natalizie caratterizzato da intensi flussi di mobilità». Nei fatti ieri mattina in Alta Italia «l’ eccezionale abbassamento della temperatura» ha determinato «l’ improvvisa formazione sulla linea elettrica di spessi manicotti di ghiaccio che hanno impedito ai pantografi di captare l’ energia e,nei casi più gravi,hanno provocato la caduta della linea aerea ». Le locomotive diesel sono impazzite per ricuperare i treni rimasti senza corrente in mezzo alla campagna. Inferocito con Rete ferroviaria italiana il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni: «E’ inaccettabile che Rfi abbia deciso, senza consultarci preventivamente, di bloccare la circolazione dei treni in Lombardia». Biglietti rimborsati (forse) Per le 7mila persone che dal 19 dicembre hanno rinunciato al viaggio prenotato, le Fs hanno deciso in via straordinaria il rimborso integrale del biglietto senza trattenute. Per gli indennizzi sui ritardi, non previsti per causa maltempo, Trenitalia sta valutando «altre forme di attenzione e di compensazione». Protestano le associazioni dei consumatori Adiconsum e Codacons. I macchinisti si scusano I macchinisti ferrovieri si scusano con i viaggiatori, sebbene anch’ essi essi siano vittime dei ritardi. Sulla loro rivista «In marcia! » affermano di essere orgogliosi di lavorare per le Fs, ma «la pubblicità non basta a far marciare i treni, sicuri, puliti e in orario». Ci sono battaglioni di amministratori delegati, manager e dirigenti «che hanno rinunciato al loro ruolo di iniziativa e controllo e che hanno scelto la strada più semplice: obbedire sempre, in silenzio, anche di fronte a scelte oggettivamente sbagliate e dannose. Vogliamo chiedere pubblicamente scusa, a nome di tutti i ferrovieri». Allagamenti e acqua alta Le previsioni meteo hanno messo in allarme la protezione civile e le regioni: i fiumi sono in piena e tra oggi e domani potrebbero esserci allagamenti. Già ieri in Emilia è stato chiuso un ponte sull’ Enza e il Reno ha rotto gli argini a Borgo Panigale, in Toscana sono straripati il Serchio e la Magra. A Riva Ligure (Imperia) un uomo di 34 anni è stato ucciso da un torrente in piena davanti agli occhi terrorizzati del figlio di 5 anni. A Venezia l’ acqua alta ha raggiunto i 143 centimetri. Cronaca del freddo Ecografie sospese all’ ospedale di Varese perché un tubo si è spaccato per il gelo e si è allagato un reparto. Un altro tubo dell’ acqua crepato dal ghiaccio ha allagato il Museo egizio di Torino, per fortuna senza danni ai preziosi reperti. Il ministro delle Politiche agricole, Luca Zaia, ha aperto un fondo per i danni subiti dagli agricoltori veneti (si sono indispettiti quelli del Mezzogiorno). ©

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