18 Dicembre 2013

Trasparenza bancaria orizzonte resta torbido

Trasparenza bancaria orizzonte resta torbido

Una campagna sulla “trasparenza bancaria”, per analizzare i prodotti e i contratti offerti e verificare se i mutui contratti dai consumatori siano conformi alla legge o se, al contrario, la somma delle varie spese superi il tasso soglia stabilito dalla legge antiusura 108/96: questa l’ ultima iniziativa del Codici a tutela del consumatore. Dopo aver raccolto le segnalazioni dei cittadini, spiega Codici, sono finiti sotto la lente d’ ingrandimento dell’ associazione diversi contratti per verificarne la regolarità e fra questi alcuni stipulati con Unicredit. “Diverse sono le banche ed istituti di credito con cui Codici è riuscito ad instaurare un dialogo ed un confronto utili per appianare una situazione decisamente sfavorevole per il consumatore – dichiara Ivano Giacomelli, segretario nazionale del Codici -. Per contro qualche istituto ha però mostrato una certa resistenza ad accogliere le nostre istanze. L’ associazione ha così preferito non prendere parte ai tavoli di confronto avviati da queste banche. L’ invito che possiamo rivolgere ai consumatori – prosegue Giacomelli – è quello di prestare la massima attenzione al contratto prima di sottoscriverlo. Nel caso fosse stato già stipulato, di sottoporlo all’ attenzione dell’ associazione per opportune verifiche e valutazioni. Se non dovesse risultare conforme alla legge, c’ è la possibilità di ottenere la restituzione delle somme versate”. Sul fronte della trasparenza bancaria quella di Codici non è un’ iniziativa isolata. Si registrano infatti altri progetti ancora di organizzazioni di categoria. Attenzione puntata su trasparenza, rapidità e semplicità: sono le caratteristiche di internet e, di conseguenza, del rapporto del futuro, e anche del presente, tra la banca e i suoi clienti. Da oggi i siti delle banche saranno più chiari e accessibili, grazie al protocollo d’ intesa sulle linee-guida per favorire la fruizione da parte della clientela delle informazioni di trasparenza sui siti internet delle banche, firmato da Abi e Associazioni dei Consumatori. Le associazioni firmatarie delle linee-guida sono Acu, Adiconsum, Adoc, Altroconsumo, Asso-Consum, Assoutenti, Casa del Consumatore, Centro Tutela Consumatori e Utenti, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale dei Consumatori. Con questo documento si interviene per rendere più semplice e rapido ai consumatori l’ accesso alle informazioni di trasparenza sui siti internet delle banche, anche in una prospettiva di diffusione delle funzioni di Internet Banking. Attraverso queste linee-guida saranno 5 i criteri che guideranno i consumatori dalla ricerca, alla fruizione, dei documenti di trasparenza: la visibilità dei link all’ interno della homepage; la celerità dei percorsi di navigazione; la fruibilità delle pagine interne contenenti le informazioni di trasparenza; la semplificazione e la chiarezza del linguaggio; l’ accessibilità dei documenti di trasparenza ben visibili e scaricabili all’ interno delle pagine web. Michele GiulianoMolte le scorrettezze specie per la stipula dei mutuiNell’ ambito del lavoro comune Abi e Associazioni dei Consumatori hanno anche definito il format dell’ icona connessa alla voce “trasparenza”, che verrà utilizzata della banche aderenti all’ iniziativa come segno immediatamente riconoscibile da parte del cyber-utente. Proprio per questo motivo, l’ icona raffigura simbolicamente l’ impegno condiviso per favorire la trasparenza, rappresentata da un bagliore. Il prossimo obiettivo dell’ iniziativa sarà quello di predisporre un glossario “base”, cui verrà fatto rinvio cliccando sui singoli termini tecnici individuati dalle parti, integrabile da ciascuna banca. Questa iniziativa non è casuale ma prende le mosse dal fatto che specie per quanto concerne la stipula di mutui esistono molte scorrettezze da parte delle banche. Secondo un’ indagine di Altroconsumo un’ agenzia bancaria su quattro non offre un mutuo al consumatore pur con reddito cospicuo (4.000 euro mensili) e contratto a tempo indeterminato. L’ 80 per cento degli istituti impone di aprire un conto corrente presso la propria filiale; il 24 per cento delle agenzie costringe a sottoscrivere una polizza vita da loro venduta, il 17 per cento applica il vizietto alla polizza incendio. (mg)
 

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