1 Maggio 2001

Trapianti, il Vaticano accusa…

Lo show
del Molleggiato/
L?Osservatore
Romano: non
si gioca sulla pelle
dei malati

Trapianti, il Vaticano accusa:

dalla Rai un danno enorme

ROMA – La voce dell?Osservatore Romano è forte e chiara: «La libertà di espressione non può essere esercitata sul dolore della gente». Nel bailamme su trapianti e donazioni scatenato dai “125 milioni di caz..te» di Celentano, da quattro giorni si inseguono battute, accuse e repliche. C?è chi parla di boicottaggio della Rai (i medici di famiglia: «Se non verrà corretta la disinformazione, inviteremo i cittadini a disertare le trasmissioni»), chi difende il Molleggiato (il Codacons: «Ha lacerato il manto di ipocrisia che copriva la legge sullo scippo degli organi…»), chi cerca le cause (il sottosegretario alle Comunicazioni Vincenzo Vita: «All?origine della gaffe la disperata ricerca dell?audience…»). Ma dal giornale della Santa Sede arriva l?attacco più duro allo show di giovedì scorso.

«L?ammalato ha il diritto di venire prima di tutto – scrive l?Osservatore Romano – e nessuno, nè il presidente della Rai, chiamando in causa competenze da costituzionalista, nè i guitti della moderna televisione, che pensano di intervenire come nulla fosse su ogni argomento, può giocare sulla pelle della gente… Le parole vanno soppesate… perché poi non basta rettificare, nascondendosi dietro presunti fraintendimenti dopo che si è fatto il danno. E qui il danno è stato davvero enorme. Problemi seri vanno affrontati con serietà, non con la superficialità di uno spettacolo che è e resta d?intrattenimento…». E ancora, riferendosi alla lettera inviata da Zaccaria al ministro della Sanità Veronesi, l?Osservatore Romano parla di «totale assenza di sensibilità verso la persona umana, in particolare di quella che soffre».

Immediata la replica di Zaccaria: «Visto che l?Osservatore Romano giudica grave l`equiparazione contenuta nella mia lettera di risposta a Veronesi tra libertà di pensiero e diritto alla salute – afferma il presidente Rai – mi permetto di chiedere una cosa soltanto, e cioè che il quotidiano, prima di sottopormi ad un sommario giudizio critico, voglia pubblicare integralmente la mia lettera…».
Ancora: «Sono convinto che la libertà di pensiero sia una precondizione necessaria rispetto allo stesso diritto alla salute». E infine: «Siamo proprio sicuri – si chiede Zaccaria – che questo dibattito non abbia contribuito a far prendere coscienza e conoscenza ulteriori di un problema di vitale importanza?». Anche il consigliere Rai Vittorio Emiliani tende a minimizzare l?effetto-Molleggiato, affermando che, con tante dichiarazioni a favore dei trapianti, lo show abbia alla fine avuto un effetto opposto a quello voluto.

Non è d?accordo Vincenza Palermo, presidente dell?Aido (Associazione italiana donatori di organi, 1 milione e 100 mila iscritti, ultimo dei quali Bruno Vespa, che ha tenuto a precisare «non tutta la Rai si chiama Adriano Celentano»). «Le affermazioni fatte durante lo show – scrive a sua volta la Palermo a Zaccaria – hanno disinformato i teleutenti su due leggi pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale, trapianti e accertamento della morte. Su questi temi serve molto rigore scientifico e profonda tensione morale».
Dopo la missiva del presidente Rai, anche Veronesi torna sull?argomento. «Il fatto in sè rimane molto grave – afferma il ministro della Sanità – Ho apprezzato molte parti della lettera di Zaccaria, che sostiene la libertà di pensiero. Il disaccordo è semplicemente sul fatto in sè, non sull?impostazione generale e filosofica di un servizio pubblico».
Quanto ai costi della trsmissione, Veronesi afferma di non aver mai voluto fare paragoni con quelli destinati alla sanità: «Era una semplice citazione».

A difendere Celentano è l?associazione cattolica integralista Famiglia e civiltà, che parla di «lobby trapiantistiche, ministro Veronesi in testa, che hanno gridato allo scandalo», mentre sul fronte opposto Famiglia Cristiana suggerisce a Celentano di «guardarsi gli Arbore, i Guzzanti, i Bracardi ritrasmessi in contemporanea sulle altre reti Rai, per capire dove stanno lo spirito e il divertimento. Oltre che il termine del quale più di abusa.
L?intelligenza». La figlia di Adriano, Rosalinda, non si sbilancia: «Mio padre mi piace più quando trasmette messaggi di amore con la musica. Quando fa il politico mi piace leggermente meno».

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox