Trapiantato senza le mascherine
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fonte:
- Il quotidiano della Calabria
andate a ruba per la psicosi ora rischia di non poter tornare a casa
CATANZARO – Una delle conseguenze più tragiche del “panico da Coronavirus” è la mancanza ormai cronica negli scaffali di farmacie e parafarmacie di mascherine. Introvabili ovunque e per chiunque, soprattutto per chi ne ha un bisogno impellente per sopravvivere perché immunodepresso. E’ il caso di un uomo sottoposto nei giorni scorsi ad un trapianto e ancora in regime di isolamento ma la cui famiglia, in vista del suo ritorno a casa, si sta adoperando purtroppo senza grandi esiti, per reperire speciali mascherine filtranti, le FFP2 ed FFP3, capaci di garantire una protezione da rischio biologico superiore al 90%. Contattate tutte o quasi le farmacie del catanzarese, la risposta è sempre quella, come un desolante mantra, nessuna mascherina disponibile, tutte andate a ruba, comprese quelle chirurgiche. Alcuni farmacisti, contattati, hanno paventato tempi biblici nella consegna di nuove partite di mascherine che comunque, prima di ogni altro, sarebbero consegnate a presidi ospedalieri e forze dell’ ordine. «Non so più a chi rivolgermi- ha dichiarato la giovane moglie del trapiantato- presto, spero, mio marito tornerà a casa, qui avrà necessità di indossare almeno una mascherina al giorno per scongiurare l’ eventualità di contrarre un’ infezione anche banalissima, ipotesi niente affatto remota in un paziente immuno depresso. Purtroppo al momento non sono riuscita a reperirne neppure una». La soluzione potrebbe essere data dal mercato digitale. Dopo qualche giorno di impasse, su internet sarebbero infatti ricomparse le tanto agognate mascherine ma tutte a prezzi decisamente proibitivi, cifre improponibili per ausili che diventano quotidiani per chi non dispone di difese immunitarie. La donna commenta sarcastica se non sia il caso di prolungare ulteriormente la già lunghissima degenza del marito in ospedale, non per una oggettiva precarietà del suo stato di salute, ma perché a casa con la sua famiglia, dopo un interminabile periodo trascorso in corsia ed in isolamento a causa del trapianto, senza le mascherine filtranti non sarebbe al riparo dal rischio di contrarre anche un’ infe zione che potrebbe compromettere seriamente quanto fatto fino ad ora. Una situazione paradossale, comune purtroppo a molti immunodepressi ma anche ad anziani debilitati fisicamente, soggetti fragili che meriterebbero una corsia preferenziale in circostanze come quella che sta interessando il nostro Paese. A tal proposito abbiamo raccolto la testimonianza di Mariarita Albanese, farmacista di Soveria Simeri che in queste ore è stata premiata dal Codacons per aver prodotto, seguendo le direttive dell’ Oms, e distribuito gratuitamente ai concittadini una soluzione disinfettante. «Io stessa- ha dichiarato parecchio stizzita- mi sono trovata nella grande difficoltà di fornire aiuto ai miei pazienti oncologici, sto tentando di individuare possibili alternative a questi presidi fondamentali presi d’ assalto da clienti sconsiderati con l’ avallo di colleghi altrettanto sconsiderati che, improvvidamente, hanno dato fondo a tutte le scorte a disposizione non tenendo in alcun conto i pazienti che realmente avevano ed avranno necessità in un futuro di mascherine filtranti».
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Tags: Coronavirus, mascherine
