Tranvieri e coca, Atm si difende “Già sospesi in 7 dopo i controlli”
-
fonte:
- la Repubblica
«Vogliamo sapere cosa faccia Atm per la sicurezza dei suoi passeggeri, che è legata anche dell´eventuale consumo di droga da parte di tranvieri e autisti»: il giorno dopo la pubblicazione su Repubblica delle carte di un´inchiesta che coinvolge (almeno) due dipendenti dell´azienda dei trasporti, l´opposizione in consiglio comunale, i sindacati e i consumatori chiedono chiarezza. Il presidente di Atm, Elio Catania, assicura: «La sicurezza dei nostri clienti e dei nostri dipendenti è la massima priorità che perseguiamo con procedure di controllo, formazione e assoluto rigore». I test antidroga e antialcol obbligatori sono partiti nel maggio scorso: finora sono stati controllati 2.400 dipendenti, circa la metà dei tranvieri e autisti in servizio. Di questi, 7 sono risultati positivi ai controlli (che vengono fatti a campione con un preavviso di 24 ore). Già nei mesi scorsi il consigliere del Pd Aldo Ugliano aveva presentato un´interrogazione in Comune poiché «anche una percentuale esigua può rappresentare un pericolo serio per le centinaia di migliaia di persone trasportate quotidianamente da Atm: che ci siano i controlli è positivo, ma chiediamo di sapere quali siano i rischi per i passeggeri». L´azienda conta di sottoporre al test tutti i suoi dipendenti una volta all´anno. Le procedure per chi risulta positivo sono severe: immediata rimozione dalla guida e sei mesi di controlli ogni trenta giorni per capire se la droga sia stato un fatto isolato o no. Nel primo caso può avvenire il reintegro. Nel secondo, invece, ci sono due strade: licenziamento immediato oppure un percorso di riabilitazione di tre anni in aspettativa non retribuita. Anche il tranviere indagato dalla procura era stato sottoposto al test in settembre, quando già sapeva di essere sotto controllo, ma era risultato negativo. Ieri il presidente Catania ha ribadito: «Sento forte il bisogno di difendere i lavoratori dell´azienda. Casi isolati, comunque deprecabili se confermati, non possono infangare il lavoro, la professionalità e la dedizione di oltre 9mila lavoratori». L´azienda ha sottolineato che i risultati dei test antidroga eseguiti dopo gli incidenti «escludono categoricamente che i conducenti coinvolti avessero fatto uso di stupefacenti». Una precisazione che meraviglia molto il consigliere della Lista Fo Basilio Rizzo: «Dichiarazione poco tranquillizzante, quella sui tranvieri che fanno incidenti ma non sono drogati: è come dire "Siamo stati fortunati che sia andata così". Atm, invece, dovrebbe puntualmente farci sapere quali garanzie abbiamo che chi guida i mezzi sia a posto – cioè non abbia bevuto, non abbia preso droga, o comunque non abbia i sensi poco reattivi – nonostante gli straordinari e i turni massacranti per mettere insieme uno stipendio dignitoso». Punta molto sull´importanza del "controllo ambientale" il segretario regionale della Filt Cgil, Nino Cortorillo: «Il consumo di droga o alcol riguarda tutti i settori, e soprattutto dove ci sono dipendenti giovani c´è un margine fisiologico: quel che conta quindi, anche per la sicurezza dei passeggeri, sono i controlli che Atm già fa, ma anche l´attenzione dei colleghi». Duro Claudio Signore, responsabile trasporti dei Cub: «E’ un fatto gravissimo: sarei d´accordo, dopo l´accertamento della verità, con misure molto drastiche. Bene i controlli, peccato che non si usi lo stesso rigore per gli altri rischi alla salute che riguardano i tranvieri». E il presidente del Codacons, Marco Donzelli, accusa: «Non penso che a Milano ci si droghi più che altrove, è invece assodato che qui si verificano più incidenti con mezzi pubblici rispetto alle altre città italiane ed europee: questo non può dipendere da qualche autista ubriaco o tossicodipendente, ma da anni di incuria, negligenza e disinteresse di Comune e Atm».
-
Sezioni:
- Rassegna Stampa
-
Aree Tematiche:
- TRASPORTI
