24 Settembre 2014

Trani Due anni fa il Codacons sollevò il caso

Trani Due anni fa il Codacons sollevò il caso

TRANI – Ancor prima della Procura la vicenda sui vaccini a luglio 2012 fu già oggetto di un intervento della sezione tranese del Codacons. L’ associazione puntò i riflettori sulla maggior spesa annua per 114 milioni di euro per “vaccini pediatrici ritenuti inutili e pericolosi”. «La Corte dei Conti – si leggeva in una nota diffusa dal responsabile cittadino, avvocato Nicola Ulisse – ha convocato il Codacons in merito allo scandalo dello spreco di soldi pubblici per vaccini pediatrici inutili se non addirittura pericolosi. In Italia i vaccini obbligatori, contrariamente a quanto ritenuto dalla stragrande maggioranza dei genitori di bambini in età pediatrica, sono solamente 4 e cioè: antidifterite, antitetanica, antipoliomelite ed antiepatite virale B. A stabilirlo è il decreto ministeriale del 7 aprile 1999, che individua anche i vaccini “non obbligatori” (l’ antimorbillo-parotite-rosolia, la vaccinazione contro le infezioni invasive da Haemophilus influenzae b, l’ antimeningococcica, l’ anti parotite, l’ antirosolia, ecc.). Tuttavia nelle Asl – denunziò il Codacons – anziché informare correttamente i genitori in merito alla disciplina legislativa sui vaccini obbligatori per legge e quindi effettuare solamente i 4 vaccini obbligatori ai bambini in età pediatrica, viene fornito ed iniettato ai piccoli un nuovo vaccino esavalente che contiene anche 2 vaccini facoltativi ossia pertosse ed infezioni da Haemophilus influenzale di tipo “b”. Non sono disponibili in unica soluzione solamente i 4 vaccini obbligatori. Ciò appare gravissimo soprattutto perché sembra che la somministrazione polivalente dei vaccini (siano essi in unica formulazione o somministrati l’ uno dopo l’ altro in un’ unica seduta vaccinale), come ovviamente accade a maggior ragione con la somministrazione dell’ esava lente, può comportare danni da sovraccarico e choc del sistema immunitario». «Sul fronte economico – proseguiva il Codacons, la procedura comporta un evidente spreco di soldi pubblici a carico del Servizio Sanitario Nazionale, che deve acquistare e somministrare 6 vaccini anziché i 4 previsti dalla legge». La maggiore spesa a carico della collettività – si evidenziò due estati fa – è pari a 114 milioni di euro all’ anno. Il Codacons, che ha portato la vicenda davanti alla Corte dei Conti, presentò anche un esposto al Ministero della Salute ed alla Procura di Roma, denunciando i fatti alla luce di possibili reati di truffa ed abuso d’ ufficio e chiedendo di accertare il comportamento dell’ AIFA Agenzia Italiana del Farmaco, ente che autorizza in Italia la commercializzazione dei vaccini esavalenti utilizzati nelle Asl.

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