22 Gennaio 2015

TRAGHETTO NORMAN ATLANTIC: INIZIATI I LAVORI SULLE SCATOLE NERE

    TRAGHETTO NORMAN ATLANTIC: INIZIATI I LAVORI SULLE SCATOLE NERE

    L’equipe di consulenti del Codacons coordinata dallo stesso esperto che ha seguito il caso Concordia, il prof. Bruno Neri dell’Università di Pisa, è già al lavoro sulla scatola nera della Norman Atlantic.  Con la collaborazione dei tecnici della Ditta SIRM di Torre Annunziata, e la partecipazione dei Consulenti delle Parti, i Periti della Procura di Bari  stanno provvedendo a realizzare una copia forense della scatola nera sulla quale lavorare. Oltre ai dati audio registrati dai microfoni in plancia e in sala macchine e ai dati video  che riproducono le schermate visualizzate sugli schermi RADAR della nave, sarà scaricato il file degli allarmi che contiene tutte le informazioni raccolte dalle centinaia di sonde disseminate sulla nave, in grado di rilevare eventuali segni di allagamento e/o  di incendio, guasti agli impianti di sicurezza, apertura e chiusura delle porte stagne e delle porte tagliafuoco ecc. Infatti, come recitano le norme SOLAS (Safety of Life at Sea)  sulle navi passeggeri “deve essere installato un impianto fisso automatico di rivelazione e di segnalazione di incendi sistemato e realizzato in modo da rivelare la presenza di fumo in tutti i corridoi, le scale ed i percorsi di sfuggita ubicati entro i locali di alloggio”. Tutti gli allarmi devono confluire in una postazione centrale presidiata con continuità dalla quale deve essere possibile  azionare a distanza i dispositivi antincendio e controllare la chiusura di porte stagne e porte tagliafuoco. Sarà presto possibile verificare quali allarmi siano realmente scattati e quali azioni, automatiche o a controllo manuale, siano state intraprese per fronteggiare l’incendio.
     L’ing. Francesco Giurlanda, esperto in informatica forense e sicurezza dei dati sta partecipando in queste ore per conto del Codacons alle operazioni che hanno luogo a Torre Annunziata. Le prime notizie indicano che la scatola nera, contrariamente a quanto avvenne nel caso della Concordia, avrebbe funzionato correttamente e che, pertanto, dovrebbero presto essere disponibili i dati registrati dalle ore 02.25.00 alle ore 19.22.00 del 28 Dicembre 2014.  Oltre alla scatola nera, che in realtà è un bussolotto di colore arancione resistente agli urti, alla pressione, alle alte temperature e in grado di continuare a funzionare autonomamente per almeno due ore dopo che l’alimentazione esterna viene meno, è stato recuperato anche un hard disk contenente una seconda copia, più estesa, dei dati. Il suo stato di conservazione, però, non era ottimale: le alte temperature raggiunte potrebbero averlo danneggiato, non in maniera irrimediabile, si spera. Già nella giornata di domani gli esperti del Codacons potranno iniziare l’analisi dei dati che potrebbero contenere qualche sorpresa.

     

     

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