8 Gennaio 2015

TRAGHETTO: CODACONS CHIEDE AI PM I DATI DI CARICO DELLA NAVE E LANCIA L’ALLARME SU POSSIBILI ESPLOSIONI A BORDO DEL RELITTO

    TRAGHETTO: CODACONS CHIEDE AI PM I DATI DI CARICO DELLA NAVE E LANCIA L’ALLARME SU POSSIBILI ESPLOSIONI A BORDO DEL RELITTO

    CONSULENTI DELL’ASSOCIAZIONE STUDIANO LE CAUSE DELL’INCENDIO. SPEGNERE SUBITO LE FIAMME O SI RISCHIANO EFFETTI DEVASTANTI

    Il Codacons ha presentato oggi un’istanza alla Procura di Bari volta ad ottenere i dati relativi al carico della Norman Atlantic. Informazioni indispensabili ai consulenti dell’associazione – costituitasi parte offesa nel procedimento – che stanno  studiando approfonditamente le cause dell’incendio divampato sul traghetto
    A distanza di giorni dal tragico naufragio il relitto è ancora avvolto da un denso fumo, chiaro segno che non si è ancora estinto l’incendio che divampa al suo interno – spiega il Codacons – Per intervenire è però fondamentale conoscere la natura dell’incendio, cioè quale causa ha innescato le fiamme e soprattutto quale tipologia di materiale stia ancora bruciando. Senza tali informazioni basilari qualsiasi intervento risulta inutile, ma soprattutto potenzialmente pericoloso: l’utilizzo di un agente estinguente non adeguato, infatti, potrebbe innescare delle reazioni che sortirebbero effetti ancora più dannosi. Per questo motivo è estremamente urgente conoscere quanto prima il contenuto dei TIR ancora stivati nel garage della nave. A tal fine i documenti di trasporto degli automezzi e la raccolta diretta di informazioni dagli autisti possono fornire dati preziosi.
    Da quanto è noto ad oggi, sembra che la fonte più probabile dell’incendio sia la combustione di oli trasportati dai TIR. In tal caso, l’intervento più efficace consiste nell’utilizzo di specifiche schiume antincendio – spiegano i consulenti dell’associazione – in grado di soffocare le fiamme grazie all’azione meccanica di separazione del combustibile dal comburente, unitamente all’elevato effetto raffreddante, dovuto alla grande percentuale di acqua contenuta.
    È estremamente urgente intervenire in quanto il divampare delle fiamme all’interno della nave sta comportando un costante aumento delle temperature che porterà all’eccessivo surriscaldamento del bunker in cui sono ancora contenute circa 1.200 tonnellate di carburante – denuncia il Codacons – Se all’interno dei serbatoi la temperatura dovesse continuare ad aumentare, con conseguente aumento di vapori di combustibile, si raggiungeranno presto le condizioni limite che potrebbero far divampare altri incendi e, addirittura, causare esplosioni con effetti ancor più devastanti.

     
     

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