17 Agosto 2007

“Trabocchetti matematici“ Calcoli contestati e appello al ministro Bersani

“Trabocchetti matematici“
Calcoli contestati e appello al ministro Bersani
ADICONSUM Roberto Nardo nega le cifre

PADOVA.“Anche se il prezzo del grano dovesse aumentare del 20%, il riflesso che questo incremento avrebbe su, per esempio, un chilo di pasta, dovrebbe essere proporzionale alla quantità di grano utilizzata. E non pari al 20% in più del costo attuale dello stesso pacco di pasta“. Roberto Nardo, rappresentante dell`Associazione italiana difesa consumatori e ambiente promossa dalla Cisl, avverte: “Attenzione a non credere ai trabocchetti matematici“. Di quale matematica, poi? “Non si sa. Perché chi ha previsto una spesa per famiglia di 600 euro in più a partire da settembre, non ha specificato in base a quali calcoli è arrivato a quella cifra“. Codacons, Adusbef e Federconsumatori, le tre sigle che hanno fatto scattare l`allarme per gli aumenti su 12 categorie di beni (tra cui alimenti, luce, gas, acqua, benzina, cereali), avrebbero, secondo Nardo, forzato la mano. “Ci avviciniamo sicuramente a una stagione “calda“ per il costo di alcuni prodotti, in particolare i cereali – avverte Nardo – Questo perché le semine sono state indirizzate per la produzione di biodiesel, soia, granoturco. Ma da qui a dire che il costo del paco di pasta aumenterà del 20%, ce ne vuole. E soprattutto, bisognerebbe che ci dicessero come hanno fatto a ricavarlo“. Il ragionamento di Nardo si basa sull`osservazione del carrello della spesa: “Prendiamo una famiglia italiana di tre persone: quattro pagnotte al giorno costano circa un euro. Ossia 365 euro l`anno. Mezzo chilo di pasta (che è tanto) costa 0,45 euro. Sui 160 euro l`anno. Se al risultato della somma, 525 euro, applicassi l`aumento del 20%, arriverei a 100 euro. E per gli altri beni, in particolare elettricità, acqua, gas, telefonia, assicurazioni, c`è vigilanza. Quindi è impossibile che si arrivi a 600 euro di aumento“. Per Nardo, l`allarme che risuona in questi giorni “è dettato dalla voglia di protagonismo più che da elementi concreti. Sparare mi sembra un atteggiamento che poi induce davvero agli aumenti. Anche perché, purtroppo, gli “avvoltoi“ sono sempre in agguato. Basti ricordare cosa accadeva durante il periodo della scala mobile: siccome si sapeva che a ogni mese ci sarebbe stato un aumento dei prezzi, c`era chi li alzava prima e dopo“. L`auspicio dell`Adiconsum è che il ministro dello Sviluppo Economico, Pierluigi Bersani, si occupi anche dei prezzi dei beni di consumo: “E individui chi fa la legge di mercato da cui dipendono le oscillazioni dei prezzi, e intervenga con i correttivi“. Nel caso di generi alimentari come frutta e verdura (le più rincarate nell`ultimo mese), sono i grossisti e le grandi catene di distribuzione.

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