6 Maggio 2011

“Tra un po’ qui l’ immondizia arriva al primo piano”

«Tra un po’ qui l’ immondizia arriva al primo piano», dice sconsolata la signora che abita a Tor Pignattara. «Da noi finalmente va meglio – è il barista di via Satrico, vicino Porta Metronia – fino a ieri i secchioni erano stracolmi». Ancora impraticabili alcuni cassonetti (e i marciapiedi) a S.Giovanni, nelle stradine dell’ Appio Latino, dove un signore a via Denina, si chiede: «Manca poco al Vomero?» Come dall’ altra parte dell’ Appia, dove si fa già la raccolta differenziata a orari. Peggio ancora a spingersi su Casilina, Giardinetti, Prenestina, Tor Bella Monaca. «E’ da domenica che siamo in queste condizioni – spiega Pierina Buzu in via dell’ Archeologia – non sono passati per niente». Mentre parla un camion Ama si staglia all’ orizzonte, va piano, gli operatori dicono a mezza bocca: «Cerchiamo di fare quel che possiamo, altrimenti diventiamo come Napoli. Il problema riguarda chi carica e scarica, c’ è stato uno sciopero, ora sta rientrando, perché sono pagati poco e sottodimensionati». Una sorta di sciopero bianco per un contratto scaduto da 5 mesi che blocca le retribuzioni e che arriva dopo il surplus di lavoro per il concertone e la cerimonia di beatificazione di Wojtyla. Più d’ un sindacato sottolinea: «I lavoratori hanno cominciato a lavorare per quanto è previsto da contratto e dagli accordi aziendali. E poi Alemanno per il primo maggio ha ringraziato tutti tranne l’ Ama». Ma certe immagini viste finora solo in tv – raccontavano l’ emergenza rifiuti nella vicina Napoli – sembrano più vicine. I cassonetti ieri ancora trasbordavano immondizia. Montagne di rifiuti che sotto il sole cominciavano a mandare cattivi odori. Da 6 giorni giacevano in strada senza essere ritirati dall’ Ama, nel quadrante sud-est di Roma. Oltre mille tonnellate accumulatesi dal primo maggio. Il centro storico è rimasto pulito, il degrado non ha lambito il salotto buono come a Napoli. E’ tutta un’ altra storia, rassicura l’ assessore all’ Ambiente Marco Visconti: «Roma non è come Napoli, ci sono state una serie di concause, il primo maggio, la chiusura improvvisa di un impianto, alcune assemblee sindacali. Ma l’ emergenza è finita. Alcuni quadranti della città hanno sofferto ma grazie all’ ordinanza con cui il sindaco ha deciso di trasferire i rifiuti dall’ impianto di Rocca Cencia Colari a quello di Rocca Cencia Ama si è impedito che la situazione degenerasse». L’ Ama fa sapere che «per tutta la notte di mercoledì si è effettuata la raccolta e che entro due, tre giorni la situazione tornerà alla normalità», ma voci di corridoio vedono in bilico l’ ad, fedelissimo di Alemanno, Franco Panzironi. Il sindaco ha convocato in Campidoglio per lunedì 9 maggio i responsabili di cinque sigle sindacali e nel frattempo invita tutti i lavoratori «a ripristinare il massimo grado di attenzione nella gestione del servizio per la tutela della salute dei cittadini e dell’ immagine di Roma Capitale». I sindacati da parte loro respingono la tesi che i disservizi dipendano dalla chiusura dell’ impianto di smaltimento. Il segretario generale Fp della Cgil di Roma e Lazio, Lorenzo Mazzoli ha «il sospetto che qualcuno stia favorendo la disorganizzazione in Ama per perpetrare il clima d’ emergenza e predisporre nuove infornate di precari». «All’ origine – gli fa eco il responsabile igiene ambientale Cgil, Carlo Podda – sembra esserci la scelta non dichiarata di alcuni operatori di attenersi alla burocratica osservanza di tutte le norme che regolano l’ uscita degli automezzi». Spiega il responsabile igiene ambientale dell’ Usb Paolo Tani che «il 50-60% degli automezzi Ama sono fermi per guasti vari, gli operatori sono costretti a lavorare in condizioni di difficoltà senza essere gratificati. Dopo l’ enorme impegno del primo maggio, ad esempio, non è arrivato nessun riconoscimento». Dietro il disservizio c’ è malcontento e retribuzioni ferme racconta Maurizio Marozzi, segretario Fit-Cisl Lazio: «E’ una categoria trascurata da tutte le amministrazioni, la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato il primo maggio, il sindaco ha ringraziato tutti tranne i lavoratori Ama». Alessandro Bonfigli, segretario regionale Fit Cisl, minimizza: «Si è verificato un disagio naturale e non voluto legato esclusivamente alle assemblee che stiamo facendo ogni giorno nei posti di lavoro». Il Codacons annunciando un esposto in Procura ha chiesto al premier «di inviare anche a Roma i militari per pulire la città»; il presidente del V Municipio Caradonna davanti al suo territorio invaso dai rifiuti bolla la strategia Ama «inadeguata». Cecilia Fannunza, capogruppo Api in VII Municipio ha presentato una denuncia-querela contro l’ Ama «per interruzione di pubblico servizio, in considerazione della situazione rifiuti al collasso nel Municipio». RIPRODUZIONE RISERVATA.
 
 

Previous Next
Close
Test Caption
Test Description goes like this
WordPress Lightbox