16 Luglio 2019

Tra il fumo e il mare c’è di mezzo…

Alcune compagnie del tabacco starebbero esaminando la possibilità di produrre filtri biodegradabili. Un’ operazione che a molti esperti appare di difficile riuscita, dal momento che i fattori dannosi per l’ ambiente e per la salute umana di una sigaretta sono molteplici e riguardano sia i fumatori che i non fumatori, anche loro vittime dell’ emissione di gas nocivi. E qui siamo al secondo aspetto del problema. Il tabagista sa di farsi del male, ma quasi sempre è meno cosciente dei danni che finisce col provocare agli altri. Le immagini che appaiono sui pacchetti di sigarette sono inquietanti e allo stesso tempo inefficaci nei suoi confronti, perché il gusto della sigaretta è incontrollabile e dominante. Se cominciamo, il fumo è più forte di noi, almeno sino a quando non decidiamo di smettere. Ma ci vuole forza e perseveranza che non tutti hanno. Dannare chi fuma non è la risposta giusta e comunque serve a poco, le giustificazioni, più o meno consolatorie, sono tante e a volte esagerate. Basti ricordare quanto diceva l’ amato presidente della Repubblica, Sandro Pertini, un uomo che viveva con la pipa in mano: Dai fumatori si può imparare la tolleranza. Mai un fumatore si è lamentato di un non fumatore. Proprio così. Sul fronte opposto, le parole di Erich Fromm, quasi uno sfottò: Fumare è uno dei sintomi di mancanza di concentrazione: occupa le mani, la bocca , gli occhi e il naso. E per continuare questo botta e risposta tra pro e contro, due aforismi che molto spiegano: il primo Avevo smesso di fumare. Ora temporaneamente ho smesso di smettere; il secondo Se fumi per qualche problema, fumando ne avrai due. In questo modo si può spingere all’ infinito un gioco dialettico, ma altra cosa è scherzare con temi come la tutela dell’ ambiente, patrimonio di tutti, e la difesa del diritto alla salute di ciascuno. Ecco perché servono regole che educhino alla civile convivenza, ai rapporti di comunità, al rispetto degli altri. Regole anti-fumo in Italia sono in vigore da anni (riguardano locali chiusi, ambienti di lavoro, mezzi di trasporto, etc.), ma non hanno mai toccato in modo organico i 7.456 chilometri di coste (829 in Puglia) che nel periodo estivo vedono concentrarsi milioni di villeggianti e turisti. Fumare in riva al mare o addirittura in acqua diventa una cattiva abitudine, se non un vezzo assurdo. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: spiagge piene di mozziconi, che spesso vediamo galleggiare. Il fenomeno riguarda i tratti liberi, dove in generale mancano i posacenere, e in misura minore gli stabilimenti balneari che, se da una parte offrono servizi e garantiscono la pulizia della spiaggia, dall’ altra non possono evitare, in assenza di un intervento di indirizzo delle Pubbliche autorità, che sotto la distesa di ombrelloni si crei una sorta di effetto serra con sigarette accese in continuazione e il fumo che ristagna creando seri problemi ai presenti, spesso soggetti deboli, come i bambini e gli anziani. Solo pochi sindaci – anche se in aumento – su tutto il territorio nazionale hanno avuto il coraggio di dire basta allo scempio, vietando il fumo sino a dieci metri dalla battigia (per chi non può fare a meno della sigaretta saranno previste aree ad hoc). Nel Salento il buon esempio è arrivato dai Comuni di Manduria e Porto Cesareo. Dagli altri ancora niente. A dare una scossa generale ci sta pensando anche l’ associazione dei consumatori Codacons che ha presentato una diffida ai prefetti perché rendano effettivo il divieto di fumo sulle spiagge di tutt’ Italia per contrastare il fenomeno dell’ abbandono di mozziconi sulla sabbia e in mare; allo stesso tempo ha sollecitato il ministro dell’ Ambiente ad emanare un provvedimento specifico di carattere generale; infine, ha minacciato di adire le vie legali contro le Amministrazioni che non vieteranno le sigarette sotto l’ ombrellone denunciandole all’ Autorità giudiziaria per concorso in inquinamento e in danneggiamento aggravato del patrimonio naturale. Basterà? Vedremo le eventuali reazioni, mentre la stagione estiva si avvia al suo culmine con il previsto pienone delle località balneari. Sarà anche il pienone di mozziconi sulle spiagge? Il manifesto di una campagna antifumo in California. Uno dice: Disturbo se fumo?; l’ altro risponde: Le dispiace se muoio?. C’ è da chiedersi: serve rendere così estremo e irrecuperabile il rapporto tra fumatori e non fumatori? E’ di una qualche utilità pratica alzare una diga insormontabile? Crediamo di no, sempre che l’ idea e i comportamenti improntati alla riaffermazione del bene comune prevalgano soprattutto quando qualcuno fa scelte che altri considerano sbagliate e dannose. Proprio quello è il momento del confronto e del ragionamento perché – se, alla fine, questo è il problema – non si smette mai di fumare solo per se stessi, ma anche per gli altri. Adelmo Gaetani.

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