19 Novembre 2014

Tra i politici è scaricabarile «Chi era capogruppo paghi»

Tra i politici è scaricabarile «Chi era capogruppo paghi»

di Anna Buttazzoni TRIESTE Accade un po’ di tutto. Alcuni tra i 22 indagati, come l’ ex capogruppo della Lega Danilo Narduzzi, pensano alla richiesta di rito abbreviato o patteggiamento. Altri scaricano le responsabilità sugli ex capigruppo. Federico Razzini, invece, ex consigliere padano, ottiene lo stralcio sulla mancata restituzione dei beni strumentali e andrà a processo il 12 febbraio. E il Codacons, che vuole costituirsi parte civile, non sa ancora se sarà ammesso. Fumata nera anche ieri al Tribunale di Trieste dove, per la terza volta consecutiva, è stata rinviata l’ udienza preliminare per le “spese pazze” in Consiglio. Il prossimo appuntamento – il primo fu il 15 luglio – è il 23 dicembre. Sarà allora che, forse, si conoscerà la decisione dei 22 indagati per peculato sul rito scelto e si avrà il calendario delle udienze, nel 2015. Ieri il nulla di fatto è stato determinato dal cambio del Gup. Da pochi giorni Giorgio Nicoli ha preso il posto di Raffaele Morvay. E Nicoli si è riservato di decidere sul Codacons e sulle eccezioni dei difensori. Patteggiamenti e abbreviati Edouard Ballaman ha già scelto di patteggiare per chiudere – se il giudice darà l’ ok – il procedimento nel quale è accusato di truffa alla Regione. Il pm Federico Frezza ha stabilito la pena in nove mesi di reclusione – sospesa con la condizionale – e 250 euro di multa. Ballaman ha già risarcito la Regione per 4 mila 123 euro, la somma contestata dal pm. Anche Narduzzi potrebbe patteggiare o chiedere l’ abbreviato. Se patteggerà per lui il pm ha proposto un anno e nove mesi di reclusione – pena sospesa -, “offerta” già rigettata dall’ avvocato di Narduzzi, Luca Ponti. Sceglierà la strada ordinaria, o almeno sembra, l’ avvocato Antonio Pedicini, ex Pdl. «Chiederò l’ assoluzione ex articolo 129», dice. Cioè perché il fatto non sussiste. Il rito abbreviato, in caso di condanna, prevede la riduzione della pena e sembra una strada che intendono seguire Alessandro Tesini (Pd) – difeso dall’ avvocato Carlotta Campeis – e Piero Tononi (Fi) – avvocato Claudio Giacomelli. Ma fino al 23 dicembre gli orientamenti potrebbero cambiare. Gli altri imputati sono gli attuali consiglieri Mara Piccin (ex Lega), Elio De Anna (Fi) e Daniele Gerolin (Pd); gli ex Roberto Asquini, Massimo Blasoni, Maurizio Bucci, Piero Camber, Sandro Della Mea, Ugo De Mattia, Daniele Galasso, Gianfranco Moretton, Enore Picco e Gaetano Valenti. Everest Bertoli (consigliere comunale di Fi a Trieste) è accusato di concorso in peculato con Camber e Galasso, mentre Paolo Iuri (elicotterista) con Piccin. Infine Matteo Caldieraro, impegnato in un’ agenzia viaggi, è accusato di favoreggiamento perché secondo Frezza ha aiutato Ballaman a ottenere rimborsi “gonfiati”. Accorpati tre filoni d’ indagine Sono tre i segmenti dell’ indagine di Frezza. Ci sono le “spese pazze”, per i rimborsi ritenuti illegittimi, e l’ acquisto di beni strumentali comprati con i fondi del gruppo e non restituiti, che coinvolge da un lato gli ex Pdl Pedicini e Valenti – e dall’ altro gli ex della Lega, De Mattia, Narduzzi, Picco e Razzini. L’ accusa è sempre peculato e i tre filoni saranno riuniti. Una sola l’ eccezione. Perché il legale di Razzini, Caterina Belletti, si è opposta alla riunione dei procedimenti. L’ ex leghista andrà a processo con rito abbreviato il 12 febbraio 2015. «Dai documenti – dice Belletti – si evince l’ infondatezza della tesi accusatoria». Lo scaricabarile Alcuni avvocati ieri hanno avuto il tempo di ribadire una delle teorie difensive per gli ex o attuali consiglieri. Il fatto cioè che gli unici responsabili del reato – se c’ è reato – sarebbero gli ex capigruppo. Loro quindi, in teoria, potrebbe “solo” essere accusati di concorso in peculato. Deciderà il Gup, che ha anche facoltà di chiedere al pm di cambiare l’ accusa. Se ne riparlerà il 23 dicembre. Forse. annabuttazzoni ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
 

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