Tra i banchetti dei libri scolastici il ritorno dei manuali già sottolineati
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fonte:
- Corriere della Sera
La tendenza, dicono, è la stessa. Da Nord a Sud. Bancarelle sempre più visitate. Lunghe attese nelle librerie dell’ usato. Traffico online in aumento sui siti specializzati. Di tutto pur di affrontare quello che le associazioni dei consumatori chiamano «caro libri». Mentre gli editori parlano di «adeguamento al tasso d’ inflazione». Ecco, a proposito di cifre: la «guerra» è ripartita. «Quest’ anno per ogni figlio le famiglie spenderanno una media di 521 euro solo per i testi scolastici e due dizionari», calcola l’ Osservatorio nazionale Federconsumatori. «Un aumento del 2,8% rispetto al 2012, addirittura +6% per gli studenti del primo anno di liceo». «Secondo i nostri conti mamma e papà pagheranno il 5% in più», aggiunge il Codacons. Numeri smentiti dall’ Associazione italiana editori. «Il mercato in Italia è di circa 630 milioni di euro all’ anno. Se li dividiamo per i 4,5 milioni di studenti delle scuole medie e superiori non si va oltre i 140 euro pro capite». Mentre i conti non tornano, le famiglie in questi giorni sono alla ricerca di sconti, occasioni, eventi per comprare manuali già evidenziati spendendo il meno possibile. Secondo un sondaggio di Skuola.net il 14% dei giovani intervistati dice che li acquisterà solo usati. Quasi la metà (49%) opterà per una via di mezzo. Il 36% pensa di comprarli freschi di stampa. «C’ è un sensibile aumento delle persone che vengono a comprare testi non nuovi», racconta Emiliano Bovetti, venditore di Oberdan Banco 4, sul Lungotevere di Roma, molto affollato in questi giorni. Rispetto al 2012, poi, «appena possono i libri li comprano subito: abbiamo aperto il 16 agosto e decine di famiglie hanno fatto tutta la spesa entro 24, 48 ore». Anche a Milano le vendite sono in rialzo. «Certo, manca ancora qualche giorno all’ avvio dell’ anno», precisa Paolo Duse, responsabile scolastico del «Libraccio» di viale Vittorio Veneto. Che poi rivela: «Per la prima volta in moltissimi mi hanno chiesto di prenotare i testi di seconda mano. Ma è una cosa che non facciamo». Nerio Nanni, titolare della «Libreria Nanni» di Bologna, dice che anche dal suo osservatorio le cose sono cambiate sensibilmente. «Vengono molte più persone e con più frequenza», analizza. «L’ incremento è del 20-25% rispetto al 2012. E se prima passavano a ridosso dell’ avvio della scuola, quest’ anno per la prima volta molte famiglie hanno comprato i libri già a giugno». Poi ce ne sono altri che «è come se li comprassero a rate: a giugno ne acquistano due, a luglio altri due, ad agosto altri ancora». Segno positivo anche alla «Libreria Portinaio» di Palermo. «Sono venuti molti più genitori rispetto all’ anno passato», sintetizza Jolanda. «Ma quest’ anno sono attentissimi a quello che comprano: lo sconto del 40-50% non basta. Qualcuno vuole anche manuali usati che siano ben tenuti per rivenderli l’ anno dopo». Se la crisi ha quindi aumentato il volume d’ affari, più di qualche rivenditore lamenta però la decisione di «molte scuole di adottare nuove edizioni»: «spesso non siamo in grado di soddisfare tutte le richieste e le famiglie non riescono a risparmiare più di tanto». Ragionamento che Giorgio Palumbo, presidente del gruppo educativo dell’ Associazione italiana editori, non gradisce. «Se di aumento possiamo parlare, sui testi nuovi, si tratta di poco meno del 2%, in linea con l’ inflazione», sottolinea. «Se poi vogliamo davvero fare un confronto, i libri appena stampati oggi hanno un costo medio di circa il 20% inferiore agli stessi nuovi negli anni precedenti. Facciamo molta attenzione al prezzo, ma dobbiamo anche tenere conto dell’ incremento del costo delle materie prime e del lavoro». Quanto incide il mercato dell’ usato? «Insieme alla mancata vendita, parliamo di un 30-40% in meno nei fatturati delle case editrici», calcola Palumbo. Molto si muove anche in Rete. Subito.it ha analizzato i trend sul proprio sito e ha scoperto che «negli ultimi due mesi, la ricerca dei termini “libri/testi scolastici” è aumentata del 542% rispetto allo stesso periodo del 2012». Leonard Berberi [email protected] RIPRODUZIONE RISERVATA.
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