5 Gennaio 2020

Tra crisi e internet, si… Saldi chi può

«sono saltati tutti gli equilibri, quella online è una concorrenza troppo forte. e sleale»
Lilly La Fauci Le lunghe code, con persone in fila a partire dall’ alba dietro le saracinesche dei negozi il giorno dell’ avvio dei saldi, sono un ricordo. Tranne poche eccezioni, con negozi semi-vuoti e strade tutt’ altro che affollate da cittadini con tante buste in mano l’ avvio dei saldi a Messina sembra confermare la tendenza annunciata dal Codacons. L’ associazione dei consumatori, infatti, quest’ anno ha previsto nel nostro Paese un flop per gli sconti di fine stagione con una riduzione sia del numero di consumatori che deciderà di fare acquisti durante i saldi sia della spesa media. Una delle cause è senza dubbio la crisi economica, ma ad influire sul calo delle vendite nei negozi durante i saldi sono soprattutto le promozioni del black friday di fine novembre e gli sconti proposti in rete durante tutto l’ anno, tanto che ulteriori esercizi commerciali cittadini, dopo quelli degli anni scorsi, si preparano ad abbassare definitivamente le saracinesche nell’ anno appena cominciato. Inoltre i saldi invernali 2020, cominciati in Sicilia il 2 gennaio, arrivano subito dopo le spese natalizie e di fine anno, che hanno impoverito i portafogli degli italiani. Per i commercianti i saldi di fine stagione sono l’ occasione per creare un rapporto di fidelizzazione con i consumatori. E gli imprenditori messinesi, che in tanti hanno esposto fin dal primo giorno vendite promozionali del 40% e 50%, ce la stanno mettendo tutta, ma l’ avvio non è dei migliori. Proprio con i negozianti abbiamo tracciato un primo bilancio sull’ avvio degli sconti in città. «Le vendite con i saldi vanno peggio di anno in anno – afferma Daniela Cosenza, che gestisce un negozio di abbigliamento -. In città ci sono sempre meno soldi, ma è anche vero che ormai nel nostro settore si trovano sconti per 365 giorni l’ anno e questo non fa bene a nessuno. Sicuramente le vendite su internet influiscono per un buon 50% sul calo delle vendite nei negozi». «Siamo partiti subito con gli sconti del 50% per dare un segnale forte ai cittadini – evidenzia Melissa Salice, proprietaria di un negozio di scarpe e pelletteria -. La stagione non è andata bene, nemmeno nel periodo natalizio. I grandi saldi proposti fin dal primo giorno hanno attirato un po’ la clientela, ma in generale si registra sicuramente un calo rispetto agli anni scorsi. A Messina c’ è davvero poco lavoro e quindi poca possibilità di spesa. Inoltre sul calo delle vendite influisce tantissimo la concorrenza di internet. Amazon, in particolare, propone promozioni continuamente. Addirittura abbiamo capito che tanti clienti vengono in negozio a provare scarpe e altri capi per poi ordinarli in rete. Quella di internet è una concorrenza sleale, in quanto i siti non devono fronteggiare le nostre stesse spese, con i costi dei locali, delle bollette e del personale. Speriamo che le cose possano migliorare, noi ce la stiamo mettendo tutta». E se c’ è chi registra un calo costante, c’ è anche chi parla di totale disastro. «Le vendite stanno andando malissimo – dice Francesco Lo Bianco, titolare di un negozio di scarpe -. Il problema è che i saldi, in realtà, sono partiti già da mesi. Tra il black friday e le promozioni di internet, oltre che a causa della crisi, adesso non c’ è molta gente che può spendere. Noi abbiamo già proposto i saldi del 40% e del 50%. L’ isola pedonale un po’ aiuta a far notare i negozi, ma in generale la situazione è molto deludente. E noi a fine mese addirittura chiuderemo il negozio». «Le vendite vanno a rilento e c’ è senza dubbio un calo rispetto agli anni passati – sottolinea Grazia Giunta Bellinghieri che gestisce un esercizio di accessori e pelletteria -. Io lavoro nel settore da oltre 30 anni, e ho assistito ad un costante peggioramento della situazione. Gli sconti, soprattutto in rete, ormai sono troppo frequenti. E i saldi di fine stagione non bastano a fronteggiare la situazione». «Ancora è difficile tracciare un bilancio – afferma Mario Iannello, proprietario di uno storico negozio di abbigliamento di Messina -, ma c’ è sicuramente una grande lentezza nelle vendite per l’ avvio dei saldi invernali 2020. Noi siamo qui da 155 anni. E da quando ci sono io questo è sicuramente il momento di più grande crisi del settore. Una volta all’ alba del primo giorno dei saldi c’ era già una grande fila dietro la porta e avevamo bisogno dei metronotte per gestire la folla. Oggi ci troviamo a competere col mercato di internet che propone sconti tutto l’ anno e che non deve fronteggiare le nostre stesse spese. Anche noi adesso siamo presenti in rete. Ma è difficile competere con i grandi network. La gente non è più molto legata al piacere delle compere nel negozio di fiducia. Anzi, spesso viene in negozio a provare i capi da ordinare poi su internet e ci troviamo a dover affrontare la concorrenza anche delle stesse aziende da cui compriamo investendo direttamente. Sono saltati tutti gli equilibri. E fronteggiare la situazione è diventato davvero difficile. Più che di crisi economica, in questo caso, crediamo sia corretto parlare di totale cambiamento dei costumi, e i più recenti studi di marketing lo confermano». La media subitointorno al 50% Si cominciano ad analizzare i primi dati, a livello nazionale, regionale e locale. Secondo il Centro studi di Confcommercio, in questi primissimi giorni della stagione dei saldi, risultano in leggero aumento le offerte di sconti tra il 30 e il 40% ed oltre il 50%. «In occasione dei saldi si possono fare ottimi affari ed è il momento ideale per fare acquisti. Confermiamo anche le previsioni di Confcommercio di sconti in aumento», afferma Massimiliano Dona, presidente dell’ Unione nazionale consumatori, che però poi aggiunge: «Detto questo, però, ci piacerebbe, non circolassero fake news su sconti mirabolanti. Ci tocca, quindi, ribadire che i dati ufficiali Istat ci dicono chiaramente che gli sconti, in media, sono sempre stati sotto al 25%, salvo nel gennaio 2015 quando gli indumenti raggiunsero il 25,4%. Questo in media. Non è escluso, quindi, che singoli commercianti arrivino anche al 30-40% come dice Confcommercio. Ma continuare a diffondere l’ idea di sconti esagerati, induce poi alcuni commercianti a ritoccare il prezzo vecchio pur di far lievitare la percentuale di sconto. Pratica non certo corretta», conclude Dona. A Messina, da quanto siamo riusciti ad appurare gli sconti sono partiti subito molto forte: la media, nei negozi del centro, si attesta già intorno al 40-50 per cento. Confcommercio e Confesercenti continuano a lanciare appelli ai cittadini affinché gli acquisti si facciano negli esercizi della nostra città per dare un contributo al rilancio dell’ economia messinese.

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