9 Gennaio 2020

Tra Anas e Provincia guerra in aula

l’ udienza preliminare i due enti, insieme alla provincia di bergamo, chiamati in causa come responsabili civili il codacons aveva chiesto che a rispondere del disastro fosse anche la regione: «niente piano viabilistico»
Udienza prettamente tecnica, quella di ieri mattina in Tribunale, davanti al giudice Paolo Salvatore, chiamato a decidere della richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura della Repubblica nei confronti di cinque persone ritenute responsabili del crollo del ponte di Annone. Le parti civili Il gup ha interrotto l’ udienza per due volte: la prima, 20 minuti, per dare la possibilità agli avvocati difensori dei cinque imputati – Angelo Valsecchi, ingegnere, 53 anni di Lecco, dirigente del settore Viabilità e Infrastrutture dell’ amministrazione provinciale di Lecco, Andrea Sesana, ingegnere, 38 anni di Oggiono, responsabile del servizio concessioni e reti stradali sempre della Provincia, Giovanni Salvatore, ingegnere, 59 anni, capo del centro manutenzioni dell’ Anas per la Lombardia, Silvia Garbelli, 59 anni, funzionario tecnico del settore Pianificazione territoriale e grandi infrastrutture della Provincia di Bergamo, e Roberto Torresan, ingegnere, 56 anni, di Busto Arsizio (Varese) – di esaminare le richieste di costituzione di parte civile. Arrivate dai familiari dell’ unica vittima, l’ ex docente di educazione fisica civatese Claudio Bertini, il conducente del tir della Nicoli Trasporti di Albino (Bergamo) sotto il cui peso il cavalcavia si schiantò sulla statale 36 Vasile Ciorei, una famiglia di Mandello e il conducente della vettura rimasta “in bilico” sullo scheletro del ponte, Provincia di Lecco, Anas, Codacons nazionale e regionale e Associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro. Quindi, la richiesta di Anas di chiamare in causa quale responsabile civile la Provincia di Lecco, a cui è seguita la richiesta incrociata dei legali di Villa Locatelli: sostanzialmente una replica di quanto sta avvenendo anche in sede civile nel processo avanzato dalla Nicoli Trasporti per il risarcimento dei danni patiti. Tutte le costituende parti civili hanno avanzato la richiesta di chiamare in causa anche la Provincia di Bergamo, mentre il Codacons ha messo il “carico da 90”, chiedendo che del disastro risponda civilmente anche Regione Lombardia, “rea” – stando alle conclusioni della pubblica accusa, rappresentata in aula dal procuratore capo Antonio Chiappani e dal sostituto Andrea Figoni – di non aver provveduto a un adeguato programma viabilistico dei mezzi pesanti su tutto il territorio regionale. Le eccezioni Dopo due ore di camera di consiglio, il gup Salvatore è rientrato in aula, dando lettura della sua ordinanza: ammesse tutte le parti civili tranne Anmil e Codacons regionale, il giudice ha accolto la richiesta di chiamare in causa quali responsabili civili Anas e le Province di Lecco e Bergamo, rinviando l’ udienza al prossimo 11 marzo. In quella sede, oltre alle già annunciate eccezioni, parrebbe che uno dei cinque imputati possa chiedere di essere ammesso a un rito alternativo (patteggiamento). «Riproporremo la richiesta di chiamata in causa come responsabile civile di Regione in sede di dibattimento», il commento a chiusura dell’ udienza dell’ avvocato Marco Colombo.
antonella crippa

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