5 Febbraio 2008

Toto al Tar, Malpensa tifa AirOne

Toto al Tar, Malpensa tifa AirOne

ALITALIA, IL TRIBUNALE DEL LAZIO POTREBBE SOSPENDERE LA TRATTATIVA ESCLUSIVA CON I FRANCESI

Tommaso Padoa-Schioppa spera che stavolta il detto “non c`è due senza tre“ non si avveri. A mezzogiorno di oggi, di fronte al Tar del Lazio, Air One cercherà di fermare la corsa di Air France-Klm alla conquista di Alitalia e di ottenere la sospensiva del provvedimento con cui Governo e Tesoro hanno dato mandato al presidente, Maurizio Prato, di trattare in esclusiva la fusione. È la terza volta che Tps viene portato di fronte al “gouvernement des juges“: prima per la rimozione del consigliere Rai Angelo Petroni, poi per quella dell`ex comandante delle Fiamme Gialle, Roberto Speciale. Questa volta la posta è il futuro di Alitalia. Stamattina il giudice Stefano Baccarini avrà di fronte a sé tre strade: accogliere subito il ricorso, respingerlo, o rinviare la decisione alla Camera di Consiglio. Quest`ultimo scenario è il più pericoloso per Alitalia e i franco-olandesi: significherebbe proseguire nella trattativa con la spada di Damocle di un giudizio che potrebbe far rientrare in gioco l`offerta di Carlo Toto e Intesa Sanpaolo. Se viceversa la cordata tricolore avrà la peggio, gli resterà solo la strada di un`Opa concorrente. “Ben vengano offerte vere“, dicevano ieri i ministri Bersani e Bianchi, che tentano di fermare il pressing. Da giorni il numero uno di Intesa, Corrado Passera, cerca di spostare le ragioni del nord a favore di Air One – finanziariamente esposta verso la banca – e di Malpensa, che di qui a fine marzo subirà il dimezzamento dei voli Alitalia. Ieri le voci a favore di una moratoria sui tagli e di un generico impegno a favore della cordata ha fatto volare il titolo a 70 centesimi, il 4,75% in più di venerdì. Prato finora si è mostrato inflessibile, poiché metà delle perdite Alitalia (circa 200 milioni l`anno) arrivano proprio da Malpensa. Eppure i diritti di atterraggio cui Alitalia ha rinunciato sullo scalo sono inferiori a quelli pronosticati dalla Sea, la società degli aeroporti milanesi: sono 180 su 360, e non 250. Segno che il pressing del sottosegretario Enrico Letta, il più preoccupato per il costo elettorale dei tagli, ha permesso di rompere il muro di Alitalia e del Tesoro. Stamattina nella sede della Magliana a Roma la compagnia presenta il piano di voli (finora misterioso) per l`estate, ed è probabile qualche ritocco in extremis. Sempre nella capitale, al terzo piano del Tar, si raccoglierà una folla di avvocati: quelli delle tre compagnie, il Tesoro, Palazzo Chigi, della Regione Lombardia (a sostegno di Toto) e il Codacons. Se prevarrà Toto, i tempi della vendita si allungheranno ed entro l`estate Alitalia rischia il commissariamento: ieri Prato lo ha detto alla Consob. Lo scenario piacerebbe alle banche, a Toto, alla stessa Air France, che potrebbero dividersi a basso prezzo le spoglie di Alitalia. Uno scenario che permetterebbe ad alcune sigle sindacali di scaricare le responsabilità del fallimento su altri. “Se sto alle indiscrezioni sul piano francese – dice Fabrizio Solari della Filt-Cgil – l`ipotesi del commissariamento non è tanto peggiore“. Chi invece vuole evitare il commissariamento è tanto il Governo uscente quanto l`opposizione. Più di un esponente del Polo ammette: “Speriamo che questa grana ce la risolva Prodi“. E il ministro francese dei Trasporti, Dominique Bussereau, dice laconico: “La crisi può complicare il negoziato“.

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