28 Novembre 2019

Toti replica al ministro De Micheli «Altro che 9 milioni, ne servono 65»

Emanuele Rossi / GENOVA Nove milioni e mezzo. È la cifra che, ad oggi, il governo ha stanziato per lo Stato di emergenza della Liguria. Cifra che si riferisce all’ ondata di maltempo di ottobre, quella dell’ alluvione in Valle Stura, per cui la Regione aveva chiesto 65 milioni di euro. Conti tutti da rifare, visto che secondo il governatore Giovanni To ti «quello di ottobre e novembre 2019 è l’ autunno più piovoso dal 1953». Affermazione che da Arpal spiegano così: «Ci sono località come Urbe o Fiorino in cui si è arrivati a 2.000 millimetri in meno di due mesi. Anche il 2014 era stato un anno molto piovoso ma non concentrato solo su due mesi. Il ’53 è l’ anno da cui partono le serie storiche». CONTO DEI DANNI OLTRE I 400 MILIONI La pioggia che servirebbe, ora, è quella di milioni di euro. Il conto dei danni supera i 400 milioni, secondo l’ assessore Giacomo Giampedrone: «Purtroppo la conta è in aggiornamento, oggi possiamo dire che supera i danni della terribile mareggiata dello scorso anno, senza contare i privati che dobbiamo ancora censire. Le sole urgenze sono oltre i 70 milioni di euro». La speranza concreta, secondo la Regione, è che venga ripetuto il modello di risposta all’ emergenza maltempo dello scorso anno: con uno stanziamento straordinario non solo per ripianare le spese sostenute dai Comuni in somma urgenza, ma anche per programmare interventi di difesa del suolo, nel giro di un triennio. E su questo argomento Toti coglie la polemica del ministro Paola De Micheli, che lo ha invitato, dalle colonne del Secolo XIX, a «spendere le risorse contro il dissesto che ha». Polemica rilanciata anche dai consiglieri regionali del Movimento Cinquestelle e dal Codacons, in merito alle risorse del piano nazionale “Proteggi Italia” del ministero dell’ Ambiente: 10 milioni per la Liguria arrivati a ottobre 2019 e destinati a interventi specifici. Non solo, il “Blog delle stelle” lo attacca anche per i rapporti con il gruppo Gavio, tra i finanziatori della sua Fondazione Change. Toti si presenta sotto la Regione sventolando un foglio con scritto «belinate» (riferito alle accuse) e snocciola cifre e tabelle: «Dall’ inizio del nostro mandato contro il dissesto idrogeologico abbiamo impe gnato, appaltato o realizzato opere per 550 milioni di euro», sostiene. Dentro il dossier c’ è di tutto, dai lavori in fase di appalto come lo Scolmatore del Bisagno (204 milioni) ai fondi ottenuti per la mareggiata nel 2019 (160 milioni). «Per quanto riguarda le proposte dalla Regione – aggiunge – il ministero sa bene che c’ è una cartella, inviata ad ottobre, in cui abbiamo elencato il piano triennale delle opere strutturali a difesa del suolo per tutta la Liguria». Un elenco di 64 voci con progetti pronti e una richiesta di finanziamento complessiva di 268 milioni. Insomma: se i finanziamenti arrivassero, la lista della spesa c’ è. Quanto alle accuse di contiguità con i concessionari, ribatte: «Io sto con i liguri e con il codice penale. La caccia alle streghe del M5S PAOLA DE MICHELI MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E TRASPORTI è inconcludente». Altro capitolo è quello relativo alle infrastrutture. La De Micheli, sempre nell’ intervista di ieri al Secolo XIX, ha promesso di accelerare sugli interventi inclusi nel piano strategico di Anas e di Rfi nel prossimo triennio. Per il governatore è un primo passo, ma non abbastanza: «Non ho ben capito cosa intenda il ministro – sostiene Toti – siamo prontissimi ad un confronto, partiamo dalle urgenze. Esiste un piano di difesa del suolo triennale che il ministero conosce e poi si sblocchino definitivamente le varianti Aurelia, il Passante di Genova, la Pontremolese, il raddoppio ferroviario del Ponente. Se mettiamo tutto insieme vale circa un miliardo di euro, se il governo è pronto a discuterne noi ci siamo».-

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