7 Ottobre 2020

Toscana, allarme turismo presenze in calo del 60% “Sono numeri disastrosi”

giani: ” è un settore a cui darò grande attenzione, anche per le risorse economiche”
di Alessandro Di Maria Che il turismo in Toscana in quest’ anno di emergenza Covid fosse entrato nella crisi più nera è ormai un fatto che sta sotto gli occhi di tutti. Ma i numeri che emergono dall’ indagine condotta dall’ Istituto Demoskopika sono peggio di un pugno in faccia. Lo sono a livello nazionale, ancora di più per la nostra regione, la terza più colpita in Italia, dietro solamente a Veneto e Sicilia e davanti a Lombardia e Lazio. Nei primi otto mesi di quest’ anno emerge una contrazione complessiva a livello nazionale di 173 milioni di presenze e di 48 milioni di arrivi. In Toscana il tracollo si fa sentire in maniera uniforme sia come arrivi (-6,1 milioni, pari al – 59,2%) che come presenze complessive (- 21,7 milioni, pari al – 60,7% rispetto ai primi otto mesi dello scorso anno). « Sicuramente – spiega il neo presidente della Regione Eugenio Giani – per noi il turismo sarà oggetto di straordinaria attenzione e quindi nei miei primi atti darò particolare significato al suo andamento. Questi sono numeri che già avevamo considerato, anche nell’ attenzione che abbiamo messo nel prevedere per il turismo risorse economiche importanti. Ora valuteremo ancora più attentamente come essere di supporto per questo settore per noi assolutamente rilevante ». In Italia la pandemia e le misure di contenimento hanno bruciato oltre 16 miliardi di spesa turistica da gennaio ad agosto. E solo in Toscana il calo dei consumi legati a viaggi e vacanze si attesta intorno ai 2,13 miliardi. Numeri impressionanti per chi lavora nel settore turistico e che rischiano di far saltare intere aziende (quando non l’ hanno già fatto), ma anche per le casse dei Comuni, che si ritrovano un notevole ammanco di introiti. Solo di tassa di soggiorno in Italia è stato calcolato che ci sarebbe una contrazione di oltre 211 milioni e di 26,8 milioni in Toscana. Tanto che il presidente dell’ Istituto, Raffaele Rio, lancia il suo grido d’ allarme al Governo: « Decida se il turismo è davvero un settore strategico per la propria economia. Si attivi, nella forma e nella sostanza, a condividere con i portatori di interesse del comparto un unico piano di ripresa del turismo italiano contenente consapevolmente obiettivi, strategie, azioni, risorse finanziarie e indicatori di risultato » . Altrimenti, prosegue Rio, c’ è il rischio che « al danno di un mancato impatto sul sistema turistico italiano dei provvedimenti assunti dalle istituzioni ai vari livelli, si aggiungerà anche la beffa di una frammentata governance che rallenterà, in un ostacolante circuito vizioso, la ripresa del turismo italiano». « Sono assolutamente disastrosi – racconta il presidente del Codacons Carlo Rienzi – e peggiori di ogni previsione i dati sul turismo che emergono da questa ricerca dell’ Istituto Demoskopika, secondo cui l’ Italia perde la metà delle presenze nel 2020 con oltre 16 miliardi di spesa bruciati. Di fronte a questi numeri catastrofici serve una terapia d’ urto per risollevare le sorti del turismo e di migliaia di piccole e medie aziende del settore, che rischiano di chiudere i battenti nei prossimi mesi a causa della mancanza di turisti nel nostro Paese». © RIPRODUZIONE RISERVATA k Gli arrivi Sei milioni di turisti in meno nei primi otto mesi del 2020.

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