13 Giugno 2013

Torre Nord slitta il ricorso contro l’ Aia

Torre Nord slitta il ricorso contro l’ Aia

Il Codacons decide di prorogare i termini per l’ adesione LA BATTAGLIA LEGALE Prorogati i termini per aderire al maxi-ricorso presentato dal Codacons contro il rinnovo dell’ Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per la centrale di Torrevaldaliga Nord e un risarcimento di 1500 euro pro-capite (per tutti quelli che aderiranno alla class action) per i danni subiti a causa dall’ inquinamento. Il termine era stato fissato per lunedì scorso, ma considerato che dalla pubblicazione sul sito erano passati solo dieci giorni, si è pensato che fosse il caso di dare un po’ di tempo in più ai consumatori/cittadini. «Il ricorso – spiega la presidente regionale del Codacons Sabrina De Paolis – verrà presentato il 20 giugno, ma i nostri legali ci hanno assicurato che ad adiuvandum potrà essere implementato con le adesioni che arriveranno entro il prossimo mese». Al momento il ricorso ha avuto un centinaio di firmatari, ma secondo l’ associazione tra qualche settimana la quota dovrebbe aumentare ancora. Magari dopo l’ atteso confronto pubblico con il sindaco Pietro Tidei, che aveva “sfidato” Codacons e Medici per l’ Ambiente a confrontarsi sui limiti di emissione dell’ Aia rinnovata nell’ aprile scorso. «Riteniamo – incalza la De Paolis – che l’ incontro si debba fare e al più presto, così da confrontare i dati in nostro possesso relativi al rinnovo dell’ Aia e valutare le conseguenze sulla salute dei residenti, nonché le misure da intraprendere a tutela della popolazione. Proprio i rischi ambientali e salutistici impongono di non perdere altro tempo, e di realizzare un proficuo confronto tra l’ amministrazione comunale, la nostra associazione e i medici». LO STUDIO Intanto a proposito dei rischi l’ ambientalista Simona Ricotti riporta i dati del rapporto “Silent Killers” presentato ieri da Greenpeace. Lo studio, basato su una ricerca condotta dall’ Università di Stoccarda, evidenzia gli impatti sanitari dell’ inquinamento prodotto dalla combustione del carbone nei Paesi dell’ UE: 22.300 morti premature – su base annua – equivalenti alla perdita di 240.000 anni di vita. I fumi delle centrali censite nella ricerca determinano inoltre la perdita annua di 5 milioni di giornate lavorative. Secondo il rapporto, nel 2010 il carbone ha causato in Italia 521 morti premature, equivalenti a 5.560 anni di vita persi, e determinato la perdita di 117 mila giornate di lavoro. Enel, secondo Greenpeace, è la quinta peggior compagnia a livello europeo, in termini di impatti sulla salute, se si includono anche le emissioni della Slovenské Elektrárne, controllata dalla Spa elettrica per il 66%. Alla produzione di Enel, nel 2010, secondo la ricerca dell’ Università di Stoccarda, è riferibile una stima, in tutta Europa, di 11.660 anni di vita persi. Tornando all’ Aia di Tvn il Coordinamento delle associazioni ambientaliste locali «approva e sostiene – si legge in una nota – il ricorso del Codacons» e critica Tidei, che, aggiungono, «si è ripetutamente esibito in una difesa improbabile e spesso offensiva dell’ intelligenza dei cittadini utilizzando la tattica cosiddetta del “lancio casuale dei numeri”, mistificando i dati e attaccando tutti coloro che hanno evidenziato i rischi ambientali e sanitari derivanti dalla nuova autorizzazione». Ciro Imperato © RIPRODUZIONE RISERVATA.

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