2 Giugno 2013

«Torre Nord lavorerà 60 giorni l’ anno in più»

«Torre Nord lavorerà 60 giorni l’ anno in più»

 

È una delle motivazioni per le quali il Codacons chiede di annullare l’ AiaTIDEI CRITICA LA TESI DELL’ ASSOCIAZIONE «CON L’ AUTORIZZAZIONE RILASCIATA AD APRILE LA CENTRALE ENEL INQUINERÀ DI MENO» AMBIENTE «Il rinnovo dell’ Autorizzazione integrata ambientale per Torre Nord non rispetta la legge e danneggia la salute dei cittadini». Sono questi i cardini su cui il Codacons impernierà una battaglia legale collettiva contro l’ Enel e il ministero dell’ Ambiente. Proprio dopo l’ incontro con il titolare di questo dicastero, Andrea Orlando, la decisione di intraprendere una class action si è rivelata l’ unica strada perseguibile. «Il Ministro – spiega la responsabile regionale del Codacons Sabrina De Paolis – ci ha detto che non poteva impugnare un provvedimento del suo predecessore (Corrado Clini, ndc) e che dovevamo adire alle vie legali». La stessa De Paolis affermaa poi su che cosa si basa il ricorso: «L’ Aia rinnovata nell’ aprile scorso prevede che si possano bruciare 4,5 milioni di tonnellate all’ anno di carbone, ovvero 900mila in più di quelle consentite dalla legge. Tutto questo al massimo carico per ben 7500 ore all’ anno, che equivalgono a 312 giorni, rispetto i 250 dichiarati nel 2003, per un totale di 21 ore giornaliere, utilizzando carbone con una percentuale di zolfo fino a tre volte superiore a quella consentita dal Piano Regionale di Qualità dell’ Aria». De Paolis aggiunge che il rinnovo è avvenuto «senza l’ applicazione delle migliori tecniche disponibili, in deroga al piano di risanamento del piano regionale della qualità dell’ aria, stravolgendo il decreto Map (quello del 2003 che aveva autorizzato la costruzione e l’ esercizio della centrale, ndc)». Sui danni provocati dall’ inquinamento alla salute si sono espressi anche i dottori Gian Pio Viti e Paolo Giardi, da anni impegnati in questa battaglia, portando come esempio una sentenza della Cassazione a favore degli abitanti di Seveso, a cui è stato corrisposto anche un indennizzo di 1500 euro pro capite. Lo stesso che potranno chiedere i cittadini di Civitavecchia, Santa Marinella, Tolfa, Allumiere e Tarquinia che aderiranno alla class action scaricando il modulo sul sito codacons.it o presentandosi presso la sede di via Sabatini il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9,30 alle 12,30, entro il 10 giugno. «Il carico inquinante – replica il sindaco Tidei – è stato messo sotto controllo da Arpa e Ispra e sono stati inseriti limiti nella media giornaliera di emissioni, che per l’ Enel sono più difficili da rispettare a paragone di quelli annuali». Il primo cittadino annuncia invece battaglia per i fumi prodotti da navi, traffico veicolare e Tirreno Power. Ciro Imperato © RIPRODUZIONE RISERVATA.

 

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